Vicenda Tercas, la Popolare di Bari chiede il risarcimento alla Commissione Europea

Il Cda della Banca Popolare di Bari ha deciso all’unanimità di avanzare richiesta di risarcimento danni alla Commissione europea per la vicenda Tercas dopo che il Tribunale dell’Unione lo scorso marzo ha annullato la decisione di Bruxelles che vietava l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi a sostegno dell’istituto di credito pugliese.

 

Divieto che obbligò poi la costituzione dello ‘schema’ volontario dello stesso Fitd.

 

In quell”occasione, il Tribunale dell”Unione Europea aveva annullato la decisione della Commissione Europea, che aveva considerato come aiuto di Stato l”intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) a copertura del deficit patrimoniale di Tercas. Un intervento che permise alla Banca Popolare di Bari di partecipare al salvataggio della Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, nel 2014. “Abbiamo perso un 1 miliardo di raccolta per la storia Tercas”, aveva commentato a proposito il presidente della Popolare, Marco Jacobini.

 

 

In bilancio, spiega la banca, le rettifiche sui crediti sono state fatte “in modo da creare le migliori condizioni per il rilancio del gruppo, secondo le linee tracciate dal nuovo Piano Industriale 2019-2023”. Piano che prevedeva a inizio anno un “rafforzamento dei coefficienti patrimoniali, da realizzare entro giugno 2019 attraverso adeguate iniziative di capital relief”, tra cui eventuali emissioni subordinate. L”idea della banca era anche quella di aprire il capitale a nuovi soci: di ”riassetto societario” si parla anche nel comunicato  sui conti, a proposito della trasformazione in spa.

Il Decreto Crescita ha dato tempo fino al 2020 alle due banche per farlo, ma “alla luce della perdurante incertezza sulle modalità e le  tempistiche di realizzazione della trasformazione”, scrive Pop Bari,  la banca assistita dagli advisor Rothschild, Gualtieri & Associati e  Studio Notarile Marchetti “sta valutando ipotesi alternative di modifica della configurazione societaria, da percorrere in via autonoma per pervenire comunque alla citata trasformazione”. I vertici della banca ne parleranno all”assemblea del 29 e 30 giugno con i soci, titolari di azioni illiquide del valore ”su carta” di 7,5 euro l”una, da tempo inalienabili per l”assenza di un mercato.

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