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Campo Imperatore-Rigopiano la strada della vergogna FOTO

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 3:39

L’Aquila. Come può uno dei posti più tranquilli e meno antropizzati d’Abruzzo, diventare luogo di abusivismo commerciale e di noncuranza stradale tale da rendere pericoloso il tragitto?

Il nostro viaggio nella vergogna parte da Fonte Vetica, alle pendici della parete Sud/Est del Monte Camicia, nelle vicinanze del ristoro Mucciante, territorio che ricade nel comune di Castel Del Monte e ancora peggio nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Come giustamente recitano i cartelli presenti lungo la strada, è assolutamente vietato il commercio in qualsiasi parte dell’intera area di Campo Imperatore, e invece ci troviamo di fronte a decine di bancarelle abusive arrivate dal nulla come se tutto fosse consentito. Uno schiaffo alla legge e al decoro di un posto di così alto interesse naturalistico.

Proseguendo la strada SP37 verso Rigopiano ci si accorge invece di come le istituzioni si siano assolutamente dimenticata di questo bellissimo tratto stradale ormai da anni. La pericolosità dovuta alla quasi assenza di guardrail ormai caduti a terra e la noncuranza dei gestori, fanno si che se un automobilista, ciclista o motociclista dovesse uscire di strada quasi sicuramente affronterebbe un volo di circa 20 metri, ricadendo direttamente sulle pietraie.

Andando avanti sulla SP37 dopo Vado di Sole e quindi entrando in una delle faggete più belle e suggestive d’Abruzzo ci si trova davanti ad una strada a dir poco impraticabile per cicli, motocicli e auto. Buche che raggiungono il mezzo metro con larghezze che coprono l’intera carreggiata, un esempio di incuria. Una strada assolutamente abbandonata a se stessa eppure di cosi alto valore naturalistico e quindi turistico.

Si arriva quindi a Rigopiano  percorrendo la strada che porta a Castelli. Qui invece possiamo ammirare, oltre alla solita strada ridotta a brandelli, un vero e proprio campeggio fatiscente e ormai crollato, lasciato lì, in mezzo al bosco a pochi metri dalla strada. Come a sottolineare che ci si trova all’interno di un parco nazionale.

Ma a cosa serve impedire di accendere fuochi, parcheggiare sui manti erbosi (con multe salatissime), portare cani sciolti e tante altre regole severissime che il parco impone (giustamente) ai fruitori se poi le varie amministrazioni permettono tutto ciò?

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