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Teramo, episodio increscioso in un istituto superiore

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 5 Aprile 2018 @ 16:36

Teramo. Nello scorso mese di dicembre, in un istituto superiore di Teramo, si è verificato uno spiacevole episodio che ha coinvolto un docente e uno studente.

I genitori, dopo il confronto con la dirigenza scolastica, ritenuto non soddisfacente, hanno deciso di iscrivere il figlio in un altro istituto. Ma nel contempo hanno scritto una lettera al Miur.

 

I genitori raccontano quanto accaduto in una lettera.

“La professoressa ha comunicato che avrebbe interrogato tutti gli alunni ed ha iniziato a chiamare uno ad uno chiedendo loro se avessero studiato. Alle risposte negative di ognuno, la docente ha dato un voto pari a 2 a tutti, provocando la reazione di tutti gli alunni che, di conseguenza, si sono recati presso la cattedra per chiedere spiegazioni. In quel momento la professoressa in uno scatto d’ira ha lanciato un libro che ha colpito (seppur involontariamente) nostro figlio nell’occhio. A quel punto il ragazzo ha chiesto di poter uscire per mettere un po’ d’acqua sull’occhio. Di contro, ha ricevuto il diniego ad uscire. Così nostro figlio dalla porta dell’aula ha chiesto ad una bidella di portargli dell’acqua. La professoressa, per il semplice fatto che nostro figlio ha aperto la porta, lo ha punito con una nota disciplinare. Per quanto sopra esposto, noi sottoscritti riteniamo che la condotta della professoressa sia stata quantomeno spropositata e non professionalmente corretta, posto che è proprio dovere degli insegnanti dare l’esempio sulla non violenza. Quanto sopra non viene esposto per un mero capriccio, ma al fine di evitare che determinati episodi, che certamente non mettono in buona luce l’Istituto Scolastico, non abbiano più a ripetersi”.

Nel mese di febbraio 2018, la mamma dello studente è stata convocata dalla Dirigente Scolastica
presso il suo ufficio alla presenza di alcuni professori, un verbalizzante, due alunni rappresentanti di classe e lo studente colpito all’occhio.

“Devo segnalare con molto rammarico – ha scritto la mamma nella lettera – che la mia aspettativa di ricevere, come minimo, delle scuse per l’accaduto è stata totalmente disattesa. Al contrario, l’incontro si è soprattutto incentrato sul tema del comportamento della classe. Nonostante i rappresentanti di classe abbiano dichiarato la veridicità del fatto che la professoressa ha lanciato il libro colpendo, seppur involontariamente, mio figlio, mimando anche il gesto di violenza e rabbia e hanno segnalato anche altri “scatti” d’ira della stessa, questo è passato in secondo piano, quasi a giustificare il comportamento dell’insegnante con il fatto che la classe è irrequieta. Addirittura, la stessa docente ha dichiarato con molta semplicità che nel lanciare il libro questo ha solamente “sfiorato” l’occhio di mio figlio (meno male, altrimenti lo accecava!). Non ha riconosciuto l’errore commesso e non ha dimostrato un minimo di pentimento. Mi ha sorpreso il fatto che i docenti e la stessa Dirigente scolastica abbiano continuamente richiamato i ragazzi presenti per il fatto che non ammettono gli errori commessi e, al contrario, la professoressa non è stata richiamata per il gesto compiuto. Inoltre, sono rimasta ferita dall’atteggiamento della Dirigente Scolastica verso i ragazzi presenti; rivolgendosi a mio figlio proferiva la seguente frase “Tu sei uno che nella vita non farà mai niente”. Anche nei miei confronti si è rivolta in modo non corretto tanto che sono stata costretta ad invitarla a non utilizzare più quei toni ed atteggiamenti. Penso che il rispetto si ottenga con il rispetto. Dopo quanto evidenziato, sono stata costretta a cambiare scuola a mio figlio in quanto non condivido i “metodi e gli “esempi” che offre questo istituto teramano”.

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