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Pesca vongole nell’Amp del Cerrano, Cogevo contro il CdA del Parco

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 15 Gennaio 2018 @ 6:49

Pineto. “Sconcerto ed indignazione”, per il Co.Ge.Vo., consorzio dei vongolari abruzzesi, dopo la lettura delle dichiarazioni del CdA del Parco del Cerrano in merito alla sentenza emessa dal Tar Abruzzo sulla pesca nell’Area Marina Protetta.

Il consorzio dei vongolari, guidato dal Presidente Giovanni Di Mattia, respinge le numerose contestazioni rivolte alla categoria, precisando che “le battaglie portate avanti dal Co.Ge.Vo., anche nelle aule di giustizia, non hanno mai attaccato l’esistenza dell’AMP. Infatti, l’ultima sentenza del Tar Abruzzo verteva in merito al Regolamento dell’AMP e segnatamente all’articolo 25 sul transito delle vongolare. Dall’istituzione dell’AMP sino ad oggi, il Co.Ge.Vo. Abruzzo non ha mai ricevuto alcuna proposta ufficiale di collaborazione da parte dell’Ente di gestione dell’AMP, benché la strada del dialogo sia stata, in più di una occasione, cercata e fortemente voluta dal consorzio che rappresenta 82 imprese di pesca. Le dichiarazioni rese dall’AMP sembrano piuttosto una provocazione rivolta all’intera categoria di vongolari, categoria produttiva e dall’economia sana, rispettosa della risorsa ‘vongola’”.

Il consorzio dei vongolari abruzzesi precisa inoltre che “i fondi stanziati dalla Regione in favore dei vongolari trovano criterio e logica negli 8 mesi di fermo obbligatorio a cui è stata sottoposta l’intera flotta delle vongolare, costrette a limitare l’attività di pesca, unica fonte di reddito, a soli 4 mesi su 12. Ciò che non trova criterio e logica è invece l’impiego di fondi pubblici stanziati in favore dell’AMP, attesa la carenza di risultati concreti, anche nel settore della ricerca.
E ci si stupisce che non sia stato trasmesso alcun comunicato sull’ordinanza ugualmente di rigetto del FAB, in tema di balneazione, portando invece all’attenzione della collettività soltanto l’esito del contenzioso promosso dal Co.Ge.Vo. Abruzzo con conseguente accanimento nei confronti del settore della pesca delle vongole.
Da ultimo, le proposte di rottamazione delle imbarcazioni più vecchie e di riconversione delle barche ad altra attività di pesca, provenienti dall’AMP, rimangono ‘belle parole’ senza alcun riscontro fattuale.

In tema di rottamazione il Co.Ge.Vo. Abruzzo aggiunge di aver “richiesto al Ministero dell’Ambiente ed al Ministero delle Politiche Sociali i fondi per rottamare, in base al tonnellaggio dei natanti. Tuttavia, nella realtà dei fatti, la rottamazione in base alle tabelle di legge non risulta congrua e nessun Ente si è dichiarato disposto ad erogare i relativi fondi. Anche la riconversione dei natanti alla pesca turismo, limitata a 2 mesi all’anno, non permetterebbe la sopravvivenza economica dei membri degli equipaggi”.

Il Co.Ge.Vo. Abruzzo sottolinea che “la Regione Abruzzo, con delibera di giunta e poi consiliare del 10 marzo 2014 si è già espressa in modo sfavorevole al regolamento dell’AMP, tuttavia quest’ultima persevera nel seguire ed imporre la propria linea.

Di Mattia, dopo aver chiarito la posizione dei pescatori di vongole, auspica “una maggiore collaborazione e dialogo con l’AMP, in modo tale da permettere di conciliare le giuste aspettative dei vongolari e delle proprie famiglie con i compiti istituzionali dell’Ente Gestore. Infine, si aggiunge che l’oggetto dei ricorsi investe la sopravvivenza stessa della categoria delle imprese di pesca delle vongole, nel solco delle ragioni più volte esplicitate”.

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