Pescara, multa da 312mila euro all’Aca per l’assicurazione in bolletta

Pescara. “L’Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato ha comminato una multa all’Aca da 312mila per plurime violazioni del Codice del Consumo nei riguardi dei rapporti con gli utenti per l’attivazione unilaterale di un’assicurazione e dei relativi costi in bolletta, in quanto si tratta di un servizio essenziale fornito in regime di monopolio”.

Lo riferisce Renato Di Nicola del Forum H2O, che commenta: “Vigileremo affinché oltre al danno non vi sia la beffa di vedersi caricare questa multa sulle bollette dei cittadini. A pagare devono essere gli amministratori che hanno sbagliato”.

La sanzione è stata comminata per “l’attivazione automatica della copertura assicurativa per le perdite occulte di acqua”, per “la fornitura di informazioni ambigue e surrettizie in merito all’attivazione della polizza, l’omissione delle relative informazioni sul sito nonché le modalità poco trasparenti con le quali sono stati addebitati in bolletta gli oneri economici della polizza”, per “la mancata risposta alle istanze dei consumatori che hanno richiesto di non attivare la polizza assicurativa e il mancato storno degli importi addebitati nonché il ritardo nella gestione delle richieste di indennizzo” e, infine, “la mancata adozione di adeguate e tempestive misure informative in caso di perdite occulte”.

“Questa sanzione e quanto accaduto in questi mesi con il razionamento dell’acqua nella provincia di Pescara dovrebbero essere campanelli d’allarme per tutta la politica: basta pensare a grandi opere faraoniche se poi non si riesce a dare l’acqua potabile in tranquillità e a organizzare un servizio essenziale a costi contenuti. Servono investimenti importanti per riorganizzare il servizio: purtroppo nell’ultima versione del programma di spesa per il recovery fund i fondi per il comparto idrico sono del tutto risicati e vanno a coprire in gran parte spese già inserite nel bilancio nazionale negli anni passati. Per progetti nuovi ci sono solo 3,97 miliardi per tutta Italia, quando per l’alta velocità di fondi nuovi sono destinati oltre 17 miliardi. A nostro avviso l’ordine delle priorità non può essere questo perché un territorio che non riesce ad assicurare in maniera decente il servizio dell’acqua potabile e della depurazione non può certo sviluppare quel turismo e quell’impresa che secondo alcuni sarebbero rilanciati grazie alle grandi opere” conclude Di Nicola.