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Carcere Pescara, grave l’agente aggredito da un detenuto

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 1:29

Pescara. Risultano più gravi di quanto si pensasse le condizioni del Sovrintendente della polizia penitenziaria aggredito da un detenuto pochi giorni fa.

“Sottoposto a delicato intervento chirurgico per ricomporre la frattura alla mandibola, il basco blu, con una prognosi che non è ancora possibile conoscere, sarà costretto a restare immobile per moltissimo tempo”: a commentare il fatto è Mauro Nardella Vice Segretario regionale UIL PA polizia penitenziaria.

“Ci spiace dover rimarcare la difficile condizione che  si è venuta a creare in un carcere che da tutti è dichiarato istituto modello – spiega il sindacalista-. Due aggressioni in pochi giorni  rappresentano, purtroppo, solo la punta di un iceberg per il carcere pescarese”.

“La mancanza di personale comincia a far sentire i suoi effetti- continua Nardella– A tal proposito non aiutano gli esodi di massa di personale verso altri lidi ( 4 agenti risultano utilizzati per la tutela del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli; un’altra unità sarebbe stata definitivamente distaccata presso il tribunale cittadino mentre diversi altri o sono andati in quiescenza o ci stanno per andare). A peggiorare ancor più la situazione vi è  il sempre più venir  meno del prezioso supporto di quella sorta di automazione che avrebbe dovuto alleviare il lavoro dei poliziotti penitenziari ma che, stante quanto riferito dai dirigenti sindacali locali, sta facendo acqua da tutte le parti.

“Come ciliegina sulla torta vi è la decisione presa dalla Direzione di rinforzare il presidio sentinella il quale”, continua Nardella, “seppur insindacabile dal punto di vista tanto istituzionale quanto operativo, risulterà difficile capire come attuarlo visto che l’organico presente in istituto risulta già di per sé insufficiente”.

“Il 14 Marzo la UIL PA Polizia Penitenziaria”, conclude Nardella “in occasione della convocazione sindacale indetta dalla Direzione della Casa Circondariale, farà sentire la sua voce. Sarà un’ottima occasione per ribadire la necessità di dover chiudere una sezione, quella per psicotici, che non ha le condizioni per poter sussistere e, a salvaguardia della incolumità di tutti gli operatori, il rafforzamento dell’organico attraverso  il rientro di tutte quelle unità di polizia penitenziaria  impegnate in ambiti extra moenia”.

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