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L’Aquila, anziani “spogliati” dei propri beni: in manette i gestori di una casa di riposo VIDEO

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 13:35

L’Aquila. Due milioni di euro sottratti nel corso degli anni agli anziani ospiti nella propria casa di riposo, afflitti da gravi problemi cognitivi e psichici. In manette, in esecuzione di altrettanti ordini di custodia cautelare, sono finite due persone, M.P. di 65 anni e la moglie, B.G. di 64, gestori di una casa di riposo a Fontecchio.

 

Arresti effettuati dai militari del comando provinciale della guardia di finanza di L’Aquila.

 

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Guendalina Buccella su richiesta del sostituto procuratore Roberta D’Avolio.

 

 

Gli approfondimenti hanno permesso di rilevare che gli anziani soffrissero di gravi infermità psichiche, quali la schizofrenia o il morbo di Parkinson, disturbi che li rendevano non in grado di intendere e di volere e di comprendere quello che in realtà era stato messo in atto.

 

M.P., infatti, accertata la condizione di infermità psichica degli anziani ospiti, la consistenza dei loro patrimoni e l’assenza di prossimi congiunti in grado di vigilare e tutelarli, approfittando della loro condizione di inferiorità psicologica, li induceva al compimento di atti aventi effetti giuridici e patrimoniali per loro pregiudizievoli, allo scopo di appropriarsene in maniera illecita.

 

Le indagini hanno inoltre permesso verificare che tutto il denaro di proprietà delle povere vittime veniva fatto confluire su distinti conti correnti, cointestati ad M.P., che lo utilizzava investendolo in azioni e polizze assicurative o destinandolo a pagamenti nell’interesse proprio, del coniuge o della comune attività imprenditoriale.

 

E’ stato infatti accertato come le povere vittime abbiano finito peraltro per finanziare, a loro insaputa, la gestione della casa di riposo: la moglie B.G., ben consapevole della provenienza delle somme, ne ha di fatto utilizzato una cospicua parte per corrispondere compensi a professionisti e per pagare oneri previdenziali, ma anche per realizzare un impianto fotovoltaico ad uso della struttura, per rinnovarne gli infissi e per dotarla di una nuova cucina industriale.

 

Le vittime sono poi tutte decedute e gli inquirenti, al fine di verificare l’esistenza di eredi legittimi, hanno scavato nel loro passato: solo in un caso, grazie alla consultazione di registri anagrafici risalenti alla fine dell’800, sono stati rinvenuti alcuni lontani parenti, oggi residenti in Sud America.

 

Anche per il loro ristoro, l’autorità giudiziaria procedente ha disposto il sequestro delle somme illecitamente ottenute.

 

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