Possibilità di convertire le cave in discariche, interviene Articolo Uno Lanciano

Lanciano. Sulla legge regionale 120 denominata “Norme a sostegno dell’economia circolare e di gestione sostenibile dei rifiuti” siamo soddisfatti per il grande lavoro emendativo fatto dal centro sinistra unito in Consiglio Regionale, insieme al m5s. Questo lavoro ha permesso di eliminare, nella proposta di legge la riconversione di cave dismesse per ampliamenti e nuove discariche.

Proprio sulla possibilità di convertire le cave in discariche, noi di Articolo Uno Lanciano ci siamo visti protagonisti, lo scorso giugno, in consiglio comunale, tramite il consigliere Piero Cotellessa, con la mozione presentata insieme al gruppo civico Progetto Lanciano per contrastare la paventata ipotesi di ampliamento della discarica di Cerratina.

“Dalla stampa, apprendo che l’Assessore Regionale Campitelli esprime soddisfazione per l’unità del centrodestra lancianese e intende farsi portavoce in Regione dei cittadini. Ha spiegato loro che la legge regionale che ha appena portato all’approvazione sblocca l’aumento di volumetrie nelle discariche pubbliche? Ha riferito Campitelli che voleva utilizzare anche le cave, come la Cava Saraceni, che solo l’ostruzionismo di centrosinistra e m5s ha impedito questa cosa? Ha riferito ai novelli unionisti di destra, dove atterreranno ulteriori volumetrie, per circa 500 000 mc, non assoggettate a VAS, che cadranno sulla testa delle popolazioni locali direttamente dalla Regione?” Fa specie, altresì pensare, che le stesse forze di centrodestra che in consiglio comunale hanno votato la nostra mozione ora a livello regionale hanno portato una linea opposta. Questa più che vicinanza ai cittadini appare come un mero opportunismo politico, dove il centrodestra predica bene a Lanciano e razzola male a L’Aquila! Siamo preoccupati per alcuni contenuti della legge, che lasciano più di qualche perplessità, come ad esempio l’art.7 che prevede la riprogrammazione di volumetrie pubbliche senza passare per Valutazione Ambientale Strategica, strumento che invece permette a tali richieste di diventare argomento di programmazione e discussione politica. Quasi un po’ come a voler calare dall’alto tonnellate di rifiuti da un territorio all’altro, seppur contenuti nei volumi massimi previsti dal vigente piano di gestione dei rifiuti. Si parla ancora oggi di volumetrie e ampliamenti di vetuste discariche ma non si entra nel merito degli impianti virtuosi da realizzare a supporto dell’economia circolare dei rifiuti, che vadano a spegnere gradualmente la necessità di ricorrere al conferimento in discarica. Insomma una legge passata in consiglio regionale, che seppur ha visto un profondo miglioramento rispetto alla prima bozza, non è una normativa coraggiosa che volga ad affrontare al meglio la fase di transizione dalla gestione lineare dei rifiuti a quella circolare.