Depositi di Gpl al Porto di Ortona chiesto Consiglio Comunale Straordinario

Di Nardo: “Stoccaggio gpl al Porto, incontro al Mise”

Ortona. “La convocazione improvvisa, da parte del Mise, del tavolo di discussione relativo al procedimento autorizzativo per la realizzazione di un deposito di stoccaggio di gpl al Porto di Ortona sulla base del progetto presentato dalla Seastock srl del gruppo Walter Tosto, ripropone, ancora una volta, il problema del rapporto di trasparenza tra l’amministrazione comunale e i cittadini. L’incontro, fissato per il prossimo 13 gennaio, conclude l’iter della conferenza dei servizi e sarà affrontato senza alcun confronto con i rappresentanti del territorio, almeno nelle intenzioni della Giunta. Per questo, con i colleghi consiglieri Peppino Polidori, Simonetta Schiazza, Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti abbiamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente che ci consenta di arrivare a una posizione condivisa per il bene della città”: lo dichiara Angelo Di Nardo capogruppo per capogruppo di Fratelli d’Italia, Lega e lista Libertà e bene comune per Ortona.

In realtà la Seastock proprio nelle scorse settimane ha annunciato di aver trasferito il proprio progetto al Porto di Trieste, ma i consiglieri di opposizione, da sempre contrari a questa realizzazione, vogliono che il controllo su un’operazione che arrecherebbe grave pregiudizio al territorio resti comunque alto.

“Invito la Giunta ad un atteggiamento corretto e responsabile – sottolinea ancora Di Nardo – che abbia riguardo del Consiglio comunale come istituzione e dei cittadini ortonesi tutti, che ci hanno designato come loro rappresentanti. E’ nei momenti difficili che dobbiamo scoprire il valore del confronto e dell’unità sociale. Perché dobbiamo essere uniti per scongiurare anche la solo lontana ipotesi della realizzazione di un progetto pericoloso”.

I consiglieri hanno predisposto uno schema di delibera, da portare all’attenzione dell’assemblea, con cui si dà mandato al sindaco e ai dirigenti di opporsi con qualsiasi mezzo, anche eventualmente attraverso azioni giudiziarie, al rilascio dell’autorizzazione.

“Si tratta di un’operazione – conclude Di Nardo – che mette pesantemente a rischio la nostra economia sia per la struttura stessa del porto che per la tenuta stessa del sistema viario che dovrebbe sopportare un gran volume di traffico pesante. Invito ancora l’amministrazione a un gesto di responsabilità e di ragionevolezza oltre che di rispetto per la città”.