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Ortona, inaugurata la mostra personale di Stefania Barile

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 11 Agosto 2021 @ 13:05

Ortona. Nella notte di San Lorenzo, nella galleria d’arte “Vigna” di Villa Caldari a Ortona, è stata inaugurata la mostra personale di pittura di Stefania Barile, a cura dl critico d’arte Massimo Pasqualone.

In questa mostra l’artista propone quadri, disegni ed installazioni, alcune di queste interattive che, partendo da un moto del subconscio, cercano di trovare una forma per interpretare la realtà nelle sue ombre e nelle sue contraddizioni, approdando ad una visione collettiva del malessere contemporaneo.

Biografia. Stefania Barile nasce in Puglia nel 1979. Conseguita la maturità linguistica, si trasferisce in Abruzzo e si laurea in Traduttori e Interpreti. Dopo gli studi universitari segue un corso di Computer Grafica che l’avvicina alla comunicazione visiva ed alla fotografia. Lavora come traduttrice, ma continua a disegnare, a dipingere, a manipolare immagini. Viaggiando per passione e per lavoro, visita i musei delle principali capitali europee e si avvicina all’arte contemporanea. Si è sempre dedicata alla lettura ed alla scrittura, ma solo di recente ha pubblicato due poesie nelle antologie curate dal critico Massimo Pasqualone. Ha partecipato, come giurata, a concorsi letterari internazionali.

“È veramente una bellissima esperienza questa del 10 agosto, la notte di San Lorenzo – ha sottolineato il curatore della mostra, Massimo Pasqualone – con questa artista, Stefania Barile, che ci sorprende per la capacità che ha di dare delle soluzioni attraverso le sue opere in questa bellissima galleria. L’evento è foriero di ulteriori successi e noi facciamo tanti auguri all’artista. Espressionismo astratto con riferimenti all’arte contemporanea, show painting, dripping e un linguaggio davvero originale con le installazioni. In queste opere c’è la possibilità di dire le emozioni attraverso l’opera d’arte, questo confronto con la storia dell’arte, anche ironico, quindi uno strumento d’arte che a me piace molto”.

“È la prima mostra personale di questa artista – ha rimarcato il direttore della galleria Vigna, Vassilis Dragani – la quale ha partecipato già a diverse collettive, ma per la prima volta mette in mostra le sue opere tutte insieme. Queste opere esprimono il profondo stato d’animo di Stefania Barile, si vede tutta l’intensità emotiva nella tela, ogni opera caratterizza una parte della sua vita, infatti anche la mostra è strutturata in diverse aree, per ogni area abbiamo un diverso periodo storico dell’artista che si esprime attraverso diverse raffigurazioni pittoriche. Stefania tuttavia oltre ad esprimersi tramite i quadri ha predisposto anche alcune installazioni che sono situate nella parte finale della mostra le quali creano un collegamento diretto fra l’artista e il visitatore. In questo caso il visitatore non si presta ad essere semplicemente uno spettatore lontano e assente, ma partecipa direttamente all’opera d’arte, in questo senso si crea un collegamento diretto con l’artista tramite un’operazione di creazione in tempo reale dell’opera d’arte. Questa mostra si colloca all’interno del Vigna Summer Festival, che è alla sua prima edizione, speriamo che possa continuare anche in futuro proprio perché noi vogliamo insistere, vogliamo perseverare, vogliamo portare la forza dell’arte, della cultura in questo piccolo borgo che ha sofferto tantissimo l’anno scorso a causa del Coronavirus e che sta continuando a soffrire, come del resto tutta l’Italia e tutta l’Europa per la pandemia, ma si è risollevato e si deve risollevare sempre di più grazie alla forza dell’arte, della cultura e di tutta la comunità”.

“Questa mostra è stata concepita per esprimere sostanzialmente un passaggio artistico – ha spiegato l’artista Stefania Barile – quindi una rappresentazione del subconscio dell’artista fino ad una visione collettiva della realtà. Sostengo che ognuno è un creatore al suo interno, quindi, come diceva Picasso, voglio comunicare che ognuno è un artista svegliando il creatore che è in sè. Ci abita sicuramente fino ai 6 anni, quando siamo bambini, quindi svegliando questo creatore, si parte proprio dal subconscio, cioè da quello che abbiamo dentro e che vogliamo esprimere, però arriviamo ad una consapevolezza artistica soltanto quando ci rivolgiamo poi al collettivo. Quindi abbracciamo i problemi, che sono quelli della società, e in qualche modo cerchiamo di dare il nostro contributo. È la mia prima mostra personale, ne ho fatte altre ma in contesti meno formali, mi aspetto che ognuno dica la sua: la società è formata da tanti pareri, dal positivo al negativo, con tante sfumature. Ogni parere è ben accetto perché forma una parte di società, facciamo parte di un tutto, grazie al cielo siamo in una democrazia e non la pensiamo tutti allo stesso modo”.

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