Comune di Chieti solidale agli operatori sanitari delle coop

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 5 Agosto 2021 @ 16:15

“Amministrazione presente al presidio di domani”

Chieti. Il Comune di Chieti esprime il proprio sostegno alla mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali, a tutela del lavoro dei dipendenti delle cooperative appaltatrici della Asl di Chieti.

“È necessario che la Regione assuma tutte le iniziative più opportune per garantire la continuità occupazionale di quante e quanti, soprattutto in questo ultimo anno, hanno svolto un servizio prezioso per la Asl e a diretto contatto con i pazienti – così il sindaco Diego Ferrara e l’assessore ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Enrico Raimondi – Se non vi fossero stati i lavoratori delle cooperative, ai quali è stato annunciato un imponente taglio di ore, la Asl di Chieti non avrebbe potuto erogare servizi essenziali per la tutela della salute delle persone. Si tratta di uomini e donne che sono state in trincea durante l’emergenza covid, che si sono anche infettate e che hanno maturato una competenza a cui la Asl non può rinunciare ora, che c’è da riattivare tutto il resto della sanità territoriale. La Regione Abruzzo deve farsi carico, anche con iniziative legislative, del futuro di queste persone a garanzia delle professionalità acquisite, che dovranno essere ancora utilizzate dall’azienda sanitaria e che dovranno avere la priorità negli strumenti di accesso occupazionale, sia per gli avvisi di assunzioni a tempo determinato, sia per il rinnovo delle convenzioni con le cooperative di servizi che lavorano da decenni nei presidi ospedalieri del territorio, sia nei necessari concorsi per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, strumenti che sono la via più adeguata alle necessarie reinternalizzazioni dei servizi, affinché non si creino disparità e conflitti fra i lavoratori.

Una delegazione comunale parteciperà, pertanto, al presidio organizzato dai sindacati, a dimostrazione della vicinanza alla lotta di queste lavoratrici e lavoratori che non possono essere lasciati soli dopo anni di precariato”.