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Ritorno in zona gialla? Al momento non sono previste restrizioni con pochi ricoveri

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 15 Luglio 2021 @ 18:06

La variante Delta fa paura all’Italia.

Il governo è al lavoro per far fronte ad una nuova impennata di contagi e discute di un possibile ritorno in zona gialla per le regioni più a rischio, del green pass obbligatorio e dell’avanzamento della campagna vaccinale.

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  • Ritorno in zona gialla: sono 5 le regioni che al momento potrebbero rientrare in questa fascia di rischio ovvero Abruzzo, Lazio, Sicilia, Sardegna, Campania e Veneto ma ciò non dovrebbe comportare nuove restrizioni anche perché è al vaglio dell’Esecutivo la revisione dei parametri per stabilire la gravità della diffusione del contagio: con la diffusione dei vaccini le regioni hanno chiesto di tenere meno conto del parametro del numero dei positivi e di dare più peso al dato dei ricoveri.

Il sottosegretario alla Salute Sileri in una intervista ha chiarito che “al momento non c’è nessuna necessità di tornare in zona gialla ma è ipotizzabile una revisione delle misure per il contenimento dei contagi in Zona Bianca con un possibile ritorno alle mascherine all’aperto”.

  • Green pass: i partiti sono divisi sulla possibilità di rendere il green pass obbligatorio. La politica vuole sì il certificato verde “esteso per incentivare le vaccinazioni” ma meno rigido rispetto al modello francese.

Il punto su cui più si discute è sul green pass obbligatorio per accedere a bar e ristoranti: contrario il M5S “perché ciò bloccherebbe una ripresa faticosa, dopo mesi di sacrifici”. Scettici anche baristi e ristoratori che si pongono sia il problema del controllo sui green pass sia il timore di una fuga di clienti.

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Sarà il Premier Draghi a mediare tra chi ritiene necessario aumentare gli obblighi sul certificato verde, come il ministro della Salute Speranza e la ministra degli Affari Regionali Gelmini, e l’intransigenza dei partiti di destra quali Lega e Fratelli D’Italia.

L’obiettivo è quello di incentivare alla vaccinazione chi è ancora indeciso, magari perché teme il richiamo nel periodo delle ferie, ma anche chi è da sempre contrario e potrebbe essere costretto di fronte all’impossibilità di poter svolgere numerose attività.

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Il governo sembra essere d’accordo nel voler rendere il green pass obbligatorio in tutti i luoghi a rischio assembramenti come stadi, palestre, eventi, congressi, discoteche, aerei, treni.

  • Campagna vaccinale: attualmente si somministrano più richiami che prime dosi mentre le inoculazioni totali restano attorno alle 550mila, superiore all’obiettivo fissato dal generale Figliuolo (500mila dosi al giorno).

Ad influire sul calo delle prime dosi è il nuovo piano delle regioni dopo lo stop di AstraZeneca e J&J sugli under 60 e dunque il dover posticipare le prime dosi per garantire i richiami vincolati in una forchetta di 21 e 42 giorni per mantenere l’efficacia della copertura.

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L’Italia rallenta sulla somministrazione delle prime dosi anche per il calo delle adesioni nella fascia d’età 20-40 anni e ciò preoccupa governo ed esperti per la diffusione della variante Delta che ha un impatto maggiore sui più giovani.

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