Lenny Kravitz, una lezione di stile, fascino e rock and roll

Due concerti memorabili per Lenny Kravitz che infiamma Bologna e Milano, tra sensualità, energia e messaggi d’amore. Una performance che attraversa trent’anni di musica e riconquista il pubblico con stile e carisma. Il Blue Electric Light Tour si conferma un trionfo.

Un’esperienza, che prima o poi chiunque ami davvero la musica e soprattutto la musica dal vivo dovrebbe poter vivere almeno una volta nella vita.

Lenny Kravitz Live
Lenny Kravitz, due date in Italia sold out a Bologna e Milano – Credits ANSA (abruzzo.cityrumors.it)

Perché nell’epoca dell’apparenza e del ‘se sembro sono’, Lenny Kravitz è. È uno dei performer migliori e più generosi viventi, un musicista straordinario che si è circondato ci altri musicisti incredibilmente di talento e che ha bisogno solo di questo e di una gragnuola di successi. E di un pubblico che penda dalle sue labbra.

Lenny Kravitz, lezione di rock and roll

Un rapporto consolidatissimo quello di Lenny Kravitz con l’Italia, una cinquantina di date dall’inizio della carriera a oggi. E chi l’ha visto una volta difficilmente non si lascia convincere a un bis. Perché più di molti altri Lenny Kravitz rappresenta una di quelle eccellenze live come poche volte se ne vedono nella vita.

LEGGI ANCHE – Sean Combs, una vittoria: la prima accusa è archiviata

Due le date sold out che hanno incendiato l’Unipol Arena di Bologna e il Forum di Assago a Milano. Il rocker statunitense, 61 anni a breve, forma fisica smagliante, ha riportato sul palco il suo stile inconfondibile fatto di groove, sensualità e carisma, regalando al pubblico un viaggio attraverso tre decenni di successi e nuove sonorità, tutte racchiuse nel suo ultimo progetto discografico: Blue Electric Light, uscito a maggio 2024 e proposto con moderazione in una scaletta inattaccabile.

Un vero e proprio greatest hits

Kravitz si conferma una vera e propria icona senza tempo, capace di sedurre trasversalmente generazioni diverse, unite dal fascino di una performance che mescola rock, funk, soul e ballate. Il tour mondiale, passato da tre date all’aperto l’estate scorsa a Lucca, Perugia e Lido di Camaiore, si ripropone con una scaletta appena refreshata nella quale tutto ha un peso: brani, solo, le poche parole che offre a un pubblico in adorazione. Persino le frequenti pause…

Giacca in pelle dal quale spunta il fisico di un modello trentenne, pantaloni attillati, occhiali scuri, l’artista appare come un eroe senza tempo. La fisicità scolpita, accentuata dal ritorno dei dreadlocks storici, ci riporta al primo Lenny, quello di trent’anni fa.

Il concerto inizia con Bring It On, brano d’apertura che subito imprime energia alla serata. La band che lo accompagna – la giovane e bravissima da Jas Kayser alla batteria al veterano Craig Ross alla chitarra, passando per la sezione fiati e i cori del duo Black Rabbit Band – dà prova di compattezza e affiatamento. Gli arrangiamenti sono molto rispettosi delle versioni originali. Ma l’impressione è che Kravitz suoni tutto senza click, senza nessuna base… Brani che possono durare in eterno e che si diverte a sparare sul pubblico in una prima ora velocissima ed estremamente efficace.

La scaletta

Un viaggio musicale da Blue Electric Light ai grandi classici. La scaletta pesca da tutti i dodici album di Kravitz, mancherebbe anche qualcosa in un set di 18 brani alcuni dei quali estremamente dilatati. Chi avrebbe voluto ascoltare Mr.Cab Driver, Where Are We Runnin’, Dig In, Stand by my Woman, Rock and Roll is dead o Fields of Joy non ha tempo per I rimpianti.

Il nuovo disco lascia in eredità Honey, Paralysed ma soprattutto TK421, in cui Lenny si esibisce in un lungo assolo di basso tra assoli e groove funk.

Le sue ballad vengono proposte con intelligenza: Again, I’ll Be Waiting, Stillness of Heart, It Ain’t Over ‘Til It’s Over accompagnano il pubblico a un segment finale micidiale con Are You Gonna Go My Way e Fly Away. Effetti speciali quanto basta: non c’è sabbia nei pugni di Kravitz da gettare negli occhi. Un paio di esplosioni, luci – belle – un palco ampio che lo porta a contatto con il pubblico – niente passerella a Milano – una vasta dotazione di led che completano e non danno la sensazione di essere a vedere uno show solo dagli schermi.

Lenny Kravitz e il pubblico italiano: amore reciproco

Durante entrambi i concerti, Lenny interagisce con il pubblico in modo spontaneo e autentico. A Bologna prende in mano un cellulare dalle prime file per parlare in videochiamata con una ragazza di nome Matilde, che sta seguendo il live tramite lo smartphone di un’amica. La invita a raggiungerlo e le dedica I’ll Be Waiting, che esegue al pianoforte. Tant’è che a Milano in mezzo al pubblico compare un cuore di cartone, con la scritta Matilde: “Non mi sembri lei… ma va benissimo lo stesso”… dice.

LEGGI ANCHE – Concertozzo 2025: due giorni di musica e inclusione con Elio e le Storie Tese

A Milano invece scende dal palco più volte, allunga l’asta del microfono verso la platea e raccoglie cori e applausi: You’re so beautiful dice, per dimostrare di aver capito quando il pubblico femminile gli dedica ‘sei bellissimo’.

“È bellissimo essere qui con voi, a celebrare l’amore – dice – sono grato di essere qui oggi e per quello che abbiamo in questo momento. Sono qui per stare insieme a voi e amplificare l’amore. Perché in quest’epoca di divisioni tra gente e territori l’amore vince. Sempre”.

E poi ancora… “Abbiamo l’amore e la libertà, grazie a quelle persone che hanno sacrificato la vita perché noi oggi ne possiamo godere a pieno, nella speranza che nessuno debba pià sacrificarsi per garantirle…”

Lenny Kravitz Live
Due ore abbondanti live di rock vecchio stile per Kravitz – Credits ANSA (abruzzo.cityrumors.it)

Lenny Kravitz, sensualità e presenza sul palco

Oltre alla musica, Lenny Kravitz domina la scena con un carisma unico. Ogni gesto, ogni movimento è studiato ma mai artefatto. La sua camminata felina, i passi rallentati, gli sguardi lanciati al pubblico e le pause silenziose tra un brano e l’altro creano un magnetismo continuo. Kravitz non si limita a suonare. Voce impressionante, cristallina.

Un finale da rito collettivo con Let Love Rule

Il concerto si chiude con un rituale ormai immancabile: il suo primo grande successo – Let Love Rule – che in Italia passò per la verità quasi inosservato e proposto in una versione estesa, praticamente un mantra, di quasi un quarto d’ora. La band si lascia andare a una lunga improvvisazione e Kravitz scende dal palco per attraversare a piedi l’intero parterre. Abbraccia fan, stringe mani, si fa largo nella folla mentre le luci si abbassano e la musica cresce d’intensità.

L’atmosfera è quella di una celebrazione collettiva: “Ognuno di noi ha una missione, è una benedizione essersi svegliati questa mattina”, dice salutando…

Blue Electric Light Tour: una macchina perfetta

Persino l’acustica del Forum, forse anche grazie a una consistente dotazione di Watt in più si adatta alla qualità di uno degli spettacoli più belli e convincenti visti da molto tempo a questa parte.

Quello che Lenny Kravitz porta in scena è qualcosa che va oltre l’esibizione musicale. È un’esperienza multisensoriale, un atto performativo in cui ogni elemento – luci, suono, movimento, parola – ha un peso specifico. È anche un dialogo costante tra palco e platea, dove il pubblico non è spettatore ma parte integrante dello show.

LEGGI ANCHE – Il ritorno di Sangiovanni: “Sto meglio e torno al lavoro”

Il live di Kravitz, pur rifacendosi alla tradizione del rock anni ’70, non è nostalgia. E forse ha senso che non abbia cantato Rock and roll is dead, perché il rock and roll lo abbiamo visto passare da qui, da Milano e Bologna.

Bless…

La scaletta di Lenny Kravitz
Bring It On
Minister of Rock ‘n Roll
TK421
Always on the Run
I Belong to You
Stillness of Heart
Believe
Honey
Paralyzed
Low
The Chamber
I’ll Be Waiting
It Ain’t Over ‘Til It’s Over
Again
American Woman
Fly Away
Are You Gonna Go My Way
BIS
Let Love Rule

Gestione cookie