L’azione dell’anticiclone che ha fatto bene alle regioni del Nord Italia in questi giorni verrà spazzata via da correnti fredde provenienti dalla Scandinavia che giungeranno nel nostro Paese attraverso venti di Bora dai Balcani: le conseguenze saranno freddo e precipitazioni.
Gli ultimi giorni di marzo sono stati contraddistinti da un clima agli antipodi tra le regioni del Nord e quelle del Sud Italia. Se a settentrione è stata sperimentata la prima fase primaverile con cieli limpidi, giornate soleggiate e temperature addirittura più elevate rispetto a quelle che dovrebbero esserci in questa stagione (in alcune regioni del Nord Italia sono stati toccati i +25° di massima), al meridione invece gli italiani hanno dovuto sopportare clima variabile e tendenzialmente nuvoloso, a cui si sono aggiunti deboli rovesci.

La fine di questo mese, considerando oggi lunedì 31 marzo, è stata dunque in continuità per le regioni del Sud e Centro (soprattutto nelle regioni tirreniche), mentre al Nord ha rappresentato un passo indietro rispetto ai giorni precedenti che sarà più consistente e ravvisabile durante la sera, quando i venti di Bora provenienti dai Balcani faranno abbassare notevolmente le temperature.
L’inizio di Aprile, dunque, riserverà il tradizionale “Pesce” a tema climatico, anche se a dire la verità non si tratterà proprio di uno scherzo, visto che il cambio del clima sarà evidente e le conseguenze delle correnti artiche fastidiose nel corso della giornata. I venti nordici infatti porteranno via l’anticiclone, spazzandolo – almeno per qualche ora – verso ovest, in direzione della Spagna.
Torna il freddo invernale sull’Italia: piogge intense e neve sui rilievi
L’arrivo delle correnti artiche ricorda agli italiani che l’estate è ancora lontana e che la primavera è una stagione che sebbene sia considerata idealmente la “bella stagione” in realtà è un periodo di transizione in cui le belle giornate si alternano quelle caratterizzate da precipitazioni anche intense e qualche colpo di coda invernale.

Nello specifico, la nuova ondata di freddo a cui saremo sottoposti domani avrà conseguenze differenti in base alla zona dell’Italia in cui ci si trova. Al Nord i venti di Bora abbasseranno anche di 10° le massime, ma proprio la persistenza del vento in arrivo dai quadranti settentrionali garantirà sulla maggior parte delle regioni un cielo limpido e soleggiato.
Questo ovviamente ad eccezione delle zone alpine e prealpine orientali, sulle quali ci saranno precipitazioni e persino neve sino alle zone collinari. Inoltre c’è da sottolineare come la temperatura serale, anche nelle zone in cui le giornate sono state soleggiate, sarà abbastanza rigida, soprattutto in confronto con quella dei giorni precedenti.
Ci saranno nevicate anche e soprattutto sugli Appennini e nelle zone montuose e collinari della Sicilia, sino agli 800 metri d’altezza. Per quanto riguarda le precipitazioni, le piogge saranno intense soprattutto in Molise, Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
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Cosa ci aspetta nei prossimi giorni
Quanto accadrà domani non deve però scoraggiare, visto che già a partire da mercoledì 2 aprile l’anticiclone guadagnerà nuovamente forza e spazzerà le correnti gelide offrendo uno scudo dal maltempo non solo, in questo caso, sulle regioni del Nord Italia. Almeno fino a venerdì 4 aprile il bel tempo e le temperature più alte verranno registrati su tutto il territorio nazionale.

Anche in questo caso tuttavia si tratterà di una tendenza non continuativa. Stando ai quadri attuali già a partire da sabato ci sarà un ritorno di correnti fredde e possibili precipitazioni un po’ in tutta Italia. Il fronte perturbato dovrebbe poi prendere consistenza a partire da lunedì 7 aprile e continuare almeno sino a giovedì 10 aprile.
Questa nuova ondata di maltempo dovrebbe portare ulteriori precipitazioni sul Sud Italia, una notizia negativa solo in parte, visto che le abbondanti precipitazioni di questo periodo consentiranno alle regioni meridionali di alimentare quelle risorse idriche che in inverno non sono state riempite a sufficienza a causa della mancanza di precipitazioni consistenti.