Presentata la stagione sportiva del CSI Teramo: l’emozione di Marco Mordente VIDEO

Rispetto, dedizione e passione: è questa la ricetta giusta attraverso la quale è possibile raggiungere la vetta e trasformare in realtà i propri sogni di bambino. E’ un Marco Mordente visibilmente emozionato, quello che interviene nella Convention di Presentazione della Stagione Sportiva del CSI Teramo 2018/2019.

“E’ stata davvero una bella esperienza, porterò sempre con me l’emozione di essermi riconciliato con i miei concittadini ricevendo degli applausi”, ha commentato.

Il cestista teramano (oltre 200 partite in Serie A con uno scudetto vinto, e 128 presenze con la Nazionale Italiana) per la prima volta si è sfogato e – quasi a ribadire che “nessuno è profeta in patria” – ha parlato a cuore aperto del suo rapporto con Teramo e i tifosi teramani di basket: “La cosa che mi è dispiaciuta di più? Giocare da avversario al PalaScapriano e ricevere i fischi dai miei concittadini, non me lo sarei aspettato, è stata una esperienza non piacevole e che mi ha ferito molto”.

Durante il suo dialogo con il presidente del CSI, Angelo De Marcellis, Marco Mordente ha ripercorso le tappe principali della sua carriera. Dai primi passi nella squadra cittadina guidata dall’allenatore Renato Melasecca al trasferimento a Treviso appena quattordicenne, per giocare in uno dei settori giovanili più importanti d’Italia. Poi i primi anni di professionismo conditi da mille difficoltà e sfociati nel tunnel della crisi, con la voglia di smettere di giocare per vivere l’esperienza di volontario in Africa. E successivamente la rinascita grazie all’incontro con Fabrizio Frates, il coach che gli ha imposto il cambio di ruolo (da play a guardia) e che lo ha aiutato a consacrarsi nella grande pallacanestro di Serie A-1. Mordente ha toccato anche la sua situazione familiare, parlando dei problemi di salute del figlio e di come questi problemi abbiano cambiato la sua visione della vita, aiutandolo a migliorare come uomo e come atleta: “Lo sport mi ha aiutato a vivere nel modo giusto la situazione che in famiglia stavamo vivendo”.

Il messaggio principale però lo ha riservato ai giovani cestisti presenti in sala:

“E’ giusto confrontarsi con il coach ma le sue decisioni sono sacre e non vanno mai messe in discussione. Il rispetto dell’allenatore, dei compagni di squadra e degli avversari è fondamentale. Ma è molto importante anche lavorare e allenarsi seriamente. Nello sport come nella vita nessuno ti regala nulla. Ho giocato con tanti atleti più dotati di me ma che avevano poca voglia di fare sacrifici. Loro si sono persi, io no. Senza sacrifici non si raggiungono mai dei risultati prestigiosi. La mia carriera, le esperienze sportive e le traversie che ho affrontato nella mia vita da atleta, devono spronare i giovani a non mollare mai, a tenere duro e a inseguire sempre i propri sogni”.

Nell’occasione Marco Mordente ha incontrato il Sindaco Gianguido D’Alberto: “E’ la prima volta che ricevo complimenti e attestazioni di stima da una autorità locale”.

Dopo tanti successi e una lunga carriera che lo ha visto anche capitano della Nazionale l’evento del CSI ha colmato un doveroso debito di riconoscenza.