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Agricoltura abruzzese in ritardo: le accuse di Pepe alla Regione

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 25 Marzo 2021 @ 23:02

Abruzzo. Secondo Dino Pepe l’agricoltura abruzzese è stata abbandonata dalla giunta regionale. Il consigliere regionale e vice capogruppo del Pd vuole far emergere così il poco sostegno della Regione per uno dei settori più importanti in Abruzzo.

“L’assessorato all’Agricoltura è nel caos e in ritardo su ogni fronte” dichiara il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe. “Tanti inoltre si lamentano dell’assenza dell’Assessore Emanuele Imprudente sia sul territorio che presso la sede del Dipartimento di Pescara!”.

“In questa situazione a rimetterci è il mondo dell’agricoltura abruzzese che ancora non riceve nessun aiuto concreto per la crisi economica causata dalla pandemia” prosegue l’ex Assessore Regionale all’Agricoltura della passata Giunta. “Gli allevatori sono abbandonati a se stessi mentre altre regioni hanno assegnato contributi “a capo”. Non va meglio nemmeno ai produttori vitivinicoli, che non hanno avuto alcun aiuto per lo stoccaggio del vino, e agli altri comparti del settore agricolo che patiscono i ritardi, per non dire l’indifferenza, da parte della Giunta guidata dal romano Marsilio”.

“In questo scenario di incertezza il “bando covid”, con una dotazione di 9,5 milioni di euro, è stato un vero flop e ancora non si conosce la destinazione delle ingenti risorse avanzate a causa di un bando mal concepito che ha impedito a tanti soggetti di partecipare. Pandemia a parte, in questi due anni di “governo Imprudente”, il settore agricolo è rimasto in un vero e proprio limbo in Regione: non vi è stata nessuna ristrutturazione del dipartimento né alcuna modifica del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), per non parlare delle promesse mai mantenute sul contrasto dei danni causati a produttori ed allevatori dalla fauna selvatica!” rincara Pepe.

“Nel corso della campagna elettorale delle Regionali del febbraio 2019 si sono sprecati fiumi di parole e soprattutto di promesse mancate. A dicembre 2020 la spesa del PSR restava ancora al di sotto del 50% (neanche la metà!), ovvero 10 punti percentuale sotto la media nazionale!

Pochissimi i nuovi bandi pubblicati dal febbraio 2019! Le risorse per la viabilità rurale dell’area cratere sono state bandite solo nel 2021, ovvero a 4 anni dal disastro, nonostante la provvista di 46 milioni aggiuntivi fosse stata assicurata dalla Giunta regionale precedente.

Relativamente poi alle nuove strategie che riguardano le risorse 2021/22 nessun confronto, dibattito, approfondimento né con le opposizione, né tantomeno con le parti in causa!” prosegue il Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico.

“E intanto, nel totale immobilismo della maggioranza di centrodestra e dell’Assessore Imprudente, il Dipartimento di Pescara si svuota: gli istruttori per analizzare le domande di finanziamento sono ridotti all’osso e ritardi inaccettabili a livelli di emergenza! Proprio questa appare la vicenda più grave, quella legata ai ritardi nelle istruttorie e nella pubblicazione delle graduatorie che bloccano un settore già in ginocchio.

Che fine hanno fatto la misura 4.1.1. “sotto soglia” chiusa nel dicembre 2017? La misura 4.1.1 “terzo sportello terremoto” chiuso a ottobre 2019? Le istruttorie del pacchetto giovani di giugno 2020? Le istruttorie relative al bando per l’agriturismo di novembre 2020? E le istruttorie delle filiere? Le macro filiere del settore olio e del settore ovicaprino sono state abbandonate a sé stesse cosi come tutte le micro filiere”.

“L’accelerazione tanto strombazzata ai quattro venti insomma non c’è stata! Anzi, probabilmente si è verificato un rallentamento e non si ha traccia di una strategia, una politica della Giunta Regionale del settore primario. Come si pensa di spendere 60 milioni entro il 2021 in soli 9 mesi? Finora Marsilio e i suoi hanno scaricato tutto sulle giunte precedenti, ma adesso, dopo due anni, sarebbe infantile continuare con queste giustificazioni. Non ci crede infatti più nessuno!! In campagna elettorale avevano promesso velocità, meno burocrazia, riduzione dei cinghiali!! Invece dopo due anni regna la delusione e lo sconforto nell’agricoltura abruzzese…e non solo” conclude Dino Pepe.

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