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Vademecum del Pd per costruire in Abruzzo l’alternativa di governo

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Ultimo Aggiornamento: lunedì, 19 Luglio 2021 @ 17:41

Il percorso del Partito Democratico abruzzese verso l’alternativa di governo, che sarà condiviso con le altre forze politiche del centrosinistra, quelle sociali e della società civile, inizia con la presentazione del vademecum e delle Tesi per l’Abruzzo.

 

“Il Pd regionale – ha spiegato in conferenza stampa il segretario Michele Fina – mutua l’iniziativa che Enrico Letta ha promosso quando si è insediato da segretario nazionale: proporre un vademecum per l’Abruzzo che proporremo alla rete dei circoli per raccogliere idee e visioni. Partiamo dai circoli ma lo allarghiamo e proponiamo anche a un Comitato delle idee – personalità del lavoro, delle imprese, dell’associazionismo, dell’accademia che saranno rese note il prossimo 25 luglio – che discuterà con noi questo documento.

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Il Pd vuole essere il soggetto che propone un’alternativa e la discute, vogliamo essere il perno di un’alternativa per il nuovo Abruzzo che sia larga, che non comprenda solo le forze politiche ma anche quelle sociali, economiche, sindacali, la rete degli amministratori locali. Ci viene chiesto dall’Abruzzo: è evidente dal sondaggio di gradimento del Sole 24 Ore dove Marsilio si colloca tra gli ultimi nella graduatoria dei presidenti di Regione. Dalla discussione scaturirà una piattaforma che sarà dell’Abruzzo e per l’Abruzzo”. Un commento di Fina anche sulla relazione con le imminenti elezioni amministrative: “E’ un approccio che vale anche in questo caso. In tutti i Comuni ripartiamo da una coalizione e non da noi stessi. Laddove è possibile calare questa logica nei territori, lavoriamo giorno e notte per farlo. Il centrodestra invece ha chiuso candidature in poche realtà, quasi ovunque ci sono fratture, è la proiezione della situazione della guida della Regione Abruzzo”.

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Daniele Marinelli, responsabile organizzazione, ha spiegato: “La nuova segreteria ha impostato un percorso all’insegna dell’apertura e della partecipazione dei territori in vista dalla Prossima Generazione Abruzzo. Mettiamo a disposizione questi due documenti per stimolare il contributo dei circoli, per impostare il dialogo con le parti sociali che abbiamo sempre ascoltato e per il confronto con gli altri soggetti politici per arrivare a costruire un’alternativa.

Le 25 Tesi sono le linee direttrici della nostra idea del futuro dell’Abruzzo, il vademecum è la sintesi del patrimonio di idee che vogliamo mettere a disposizione di circoli e territori sulla scorta dell’iniziativa del segretario nazionale Letta”. La presidente Manola Di Pasquale ha ricordato che “il Pd è impegnato a valutare le priorità per l’Abruzzo, questa volta non si può assolutamente sbagliare. Per questo partiamo in largo anticipo”.

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Per Andrea Catena, responsabile “Infrastrutture e transizione tecnologica e PNRR”, nelle proposte al governo “la Giunta regionale ha messo assieme indicazioni burocratiche, il nostro approccio invece ha un’anima.

Noi diciamo che la nostra regione deve affrontare le transizioni ecologica, demografica e tecnologica e lo deve fare combattendo tutte le diseguaglianze. Per fare questo occorre puntare sul lavoro, sviluppare settori come turismo, agricoltura, commercio, e puntare sul tema delle infrastrutture: investire sulle connessioni infrastrutturali vuole dire trascinare verso lo sviluppo anche le aree interne”.

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Marielisa Serone, responsabile “Politiche per la parità”, ha sottolineato il percorso di apertura portato avanti dalla segreteria “in questo ambito è importante il ruolo delle donne, che viene valorizzato”.

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Per Quirino Crosta, responsabile dei Dipartimento Diritti “è importante la permeabilità e l’orizzontalità che stiamo adottando, vale sia per i circoli che per la società civile”, mentre per Eleonora Magno, responsabile del dipartimento “Strategia delle aree interne”, “che il Pd assegni un ruolo importante alla strategia nazionale per le aree interne è importante, è uno strumento di lotta alle diseguaglianze attraverso un metodo che si fonda della coprogettazione con il coinvolgimento dei Comuni e della popolazione. Può essere utilizzato anche al di fuori delle aree già individuate”.

 

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