Goletta Verde: i risultati dei prelievi sulle coste abruzzesi. Metà oltre ai limiti di legge

Ultimo Aggiornamento: martedì, 3 Agosto 2021 @ 13:38

Sono 8 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde lungo le coste dell’Abruzzo, 5 sono foci, 3 sono stati campionati in mare. Di questi 3 sono risultati fortemente inquinati e 1 inquinato, e sono tutti foci dei fiumi.

 

Questa mattina si è svolta  la conferenza stampa presso l’Ecospiaggia di Pescara. Erano presenti, tra gli altri,  Cristiana Biondo, Portavoce Goletta Verde, Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente Abruzzo, Enrico Stagnini, Direttore Legambiente Abruzzo, Carlo Masci, Sindaco di Pescara, Maurizio Dionisio, Direttore ARTA, Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud.

 

Anche quest’anno Goletta Verde si avvale del sostegno dei suoi partner principali: CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner è La Nuova Ecologia.

 

 

GLI OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO DI GOLETTA VERDE

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare.

 

Le analisi sono state eseguite da laboratori individuati sul territorio abruzzese. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

 

I PUNTI RISULTATI OLTRE I LIMITI DI LEGGE

Fortemente inquinate 3 foci dei fiumi, la foce del torrente Vibrata a Villa Rosa; quella del fiume Alento a Francavilla al Mare e la foce del fiume Feltrino in località Marina di San Vito a San Vito Chietino.

La Foce canale in località la Foce a Rocca S. Giovanni è risultata inquinata.

“Si registra un passo indietro rispetto allo scorso anno in termini numerici dei prelievi entro i limiti e non risultano superate le criticità storiche della nostra regione, con un efficientamento degli impianti depurativi ancora lontano dagli standard che ci impone la Commissione Europea – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo. Il dato relativo alle foci dei fiumi, evidenzia con forza che questo problema non riguarda solo i comuni costieri ma anche quelli dell’entroterra. Non possiamo rassegnarci all’idea che le foci debbano essere non balneabili, anche perché la non balneabilità non fa si che i cittadini e le cittadine evitino di fare il bagno. Per questo, urgono ulteriori misure d’intervento legate anche ai contratti di fiume, in modo da mettere a sistema gli interventi e sfruttare al meglio le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”

 

TUTTI I DATI NEL DETTAGLIO DEI CAMPIONAMENTI EFFETTUATI

In provincia di Teramo sono stati campionati 2 punti: la spiaggia di fronte al Thaon sul Lungomare Zara a Giulianova è risultata entro i limiti di legge, mentre la foce del fiume Vibrata in località Villarosa di Martinsicuro è risultata fortemente inquinata.

A Chieti solo un punto dei 4 campionati è risultato entro i limiti di legge: la foce del fiume Sinello a Casalbordino. Sono risultate fortemente inquinate la foce del fiume Alento a Francavilla al Mare e quella del fiume Feltrino in località Marina di San Vito a San Vito Chietino. Risulta inquinata la foce canale in località la Foce a Rocca S. Giovanni.

I 2 punti campionati in provincia di Pescara, la spiaggia presso traversa IV, a 100 m a sud del fiume Saline a Montesilvano e  la spiaggia in corrispondenza di piazza Primo Maggio, sono risultati entro i limiti di legge

 

INFORMAZIONE AI CITTADINI E CITTADINE SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE

 

Secondo il portale acque (un’applicazione realizzata dal Ministero della Salute che offre informazioni aggiornate sullo stato di balneazione di tutte le coste italiane) le 3 foci dei fiumi risultate fortemente inquinate non vengono monitorate dalle autorità competenti, e quindi risultano acque abbandonate. Da notare però che anche nel tratto di costa subito a nord del fiume Feltrino a San Vito Chietino, dove comincia il monitoraggio delle autorità competenti, la balneazione risulta temporaneamente vietata per inquinamento, a dimostrazione di come l’inquinamento delle foci spesso comporta anomalie anche in tratti più lunghi di costa mettendo a repentaglio la salute dei bagnanti.

 

Il cartello di divieto di balneazione è stato notato solo in 2 punti su 8: la foce del fiume Vibrata (dove peraltro il divieto è applicato per legge) e la foce del fiume Feltrino, mentre in nessun punto sono stati notati cartelli con informazioni sulla qualità delle acque, nonostante sia obbligatorio per legge da diversi anni.

“Goletta Verde solca i mari italiani da 35 anni alla ricerca delle criticità della mancata depurazione. Goletta Verde restituisce un’istantanea puntuale sulla qualità delle acque costiere – dichiara Cristiana Biondo, Portavoce di Goletta Verde, senza sostituirsi alle autorità competenti, perchè il nostro obiettivo è  denunciare puntualmente il cronico ritardo italiano sull’efficientamento dei depuratori e la presenza degli scarichi abusivi. Migliorare i sistemi di depurazione e la lottare contro gli scarichi illegali deve essere una  priorità nazionale visto che il nostro Paese registra un ritardo cronico dal momento che ben 1 italiano su 4 non è servito da un sistema di depurazione efficiente. Questo è dimostrato anche dalle quattro procedure di infrazione europee a danno dell’Italia per non esserci adeguati alla direttiva comunitaria sui reflui. Dobbiamo continuare a lavorare per efficientare il sistema depurativo, e questo deve essere una delle grandi opere pubbliche necessarie per il Paese, non più rinviabile, da realizzare anche con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”