martedì, Ottobre 4, 2022
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Goletta Verde, i risultati dei campionamenti: 4 punti su 8 sono oltre i limiti di legge

Presentati i risultati delle analisi microbiologiche eseguite da Goletta Verde lungo le coste dell’Abruzzo. Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio.

 

Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare. Quattro in tutto i punti oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde.

 

Hanno preso la parola alla conferenza stampa Federica Barbera, Portavoce Goletta Verde Legambiente; Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente Abruzzo; Silvia Tauro, Legambiente Abruzzo Youth4Planet; Maurizio Dionisio, Direttore ARTA Abruzzo; , Direttore Agenzia regionale Protezione Civile; Emanuele Imprudente, Vicepresidente Regione Abruzzo; Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud e Sergio Guccione, consulente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Oltre al tema dell’inquinamento dei mari e la mancata depurazione delle acque nel corso della conferenza c’è stato un focus sulla salvaguardia della biodiversità e sul progetto Life DELFI, illustrato da Sergio Guccione, referente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e vicepresidente Centro studi cetacei. E proprio davanti all’AMP si terrà nel pomeriggio la liberazione di una tartaruga marina curata dal CSC, per ricordare l’importanza della tutela delle specie a rischio e del ruolo delle aree protette per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione.

Quest’anno la Goletta Verde, insieme alla tutela della biodiversità, mette in evidenza la lotta alla crisi climatica, il rafforzamento del sistema delle aree protette e la promozione delle rinnovabili, a partire dall’eolico offshore. Partner principali della campagna il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, ANEV, Novamont e Renexia, partner AIPE e media partner La Nuova Ecologia.

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I campionamenti di Goletta Verde non si vogliono sostituire ai dati ufficiali sulla balneabilità ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. Se, infatti, i dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo che è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento, generato da un’insufficiente depurazione, arriva in mare.

Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio. Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare.

La metà dei punti campionati, quattro, sono risultati oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde: inquinato il punto presso la foce del Vibrata al confine tra i comuni di Martinsicuro (Teramo) e Alba Adriatica (Teramo); inquinati anche il punto presso la foce del Saline tra i comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo nella provincia di Pescara e il punto a mare di fronte la foce del fiume Feltrino nel comune di San Vito Chietino (Chieti), in località Marina di San Vito. Unico punto giudicato fortemente inquinato quello presso la foce del fiume Alento a Francavilla a mare (Chieti).

Le foci di fiumi e torrenti che sfociano in mare sono ancora il tallone d’Achille delle coste abruzzesi in quanto spesso veicolo di cariche batteriche con elevate concentrazioni che minacciano la salubrità delle acque marino costiere. Un problema, quella della scarsa o assente depurazione, che arriva dall’entroterra ma che reca danni alle attività dei comuni lungo la costa.

Comuni che devono prestare più attenzione anche all’informazione ai bagnanti: in nessuno degli otto punti campionati dai volontari di Legambiente è stata avvistata la cartellonistica relativa alla qualità delle acque che dovrebbe essere obbligatoria ormai da diversi anni. Per di più in due delle tre foci monitorate manca anche il divieto di balneazione, altro elemento importante per avvisare le persone dei potenziali pericoli lungo la costa.

“Il fatto che almeno un punto nelle tre province della regione Abruzzo, analizzato dai volontari di Legambiente, ha ricevuto un giudizio negativo non può far altro che alzare ancor di più l’asticella dell’attenzione sullo stato dei mari che bagnano le nostre coste – commenta Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. In particolare occorre migliorare il livello di depurazione dei reflui che dalle foci dei fiumi e dei torrenti sfociano in mare. Il mare e il turismo sono degli asset fondamentali per tutto l’Abruzzo e dobbiamo necessariamente accelerare sul miglioramento della depurazione e sistemazione dei nostri impianti in modo da fare il salto di qualità richiesto”.

“Con le nostre analisi delle acque, prelevate e campionate in punti critici, non ci vogliamo sostituire al lavoro delle autorità ma vogliamo affiancare il lavoro svoto sulla qualità delle acque dei nostri mari. Mare che, troppo spesso, soffrono a causa dell’assenza di adeguati sistemi di trattamento dei reflui, sia urbani che industriali – afferma Federica Barbera, portavoce Goletta Verde – L’incontro di oggi ha rappresentato un’occasione per parlare anche del progetto Life Delfi che ha come obiettivo la mitigazione delle interazioni tra specie a rischio, come i delfini, e la pesca professionale. Per ricordare l’importanza di tutelare la preziosa biodiversità marina, nel primo pomeriggio di oggi una tartaruga verrà rilasciata durante una veleggiata verso l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano”.

Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, rinnova ancora la sua storica partnership per la campagna estiva di Legambiente. Da 39 anni il Consorzio è protagonista dell’economia circolare italiana assicurando la raccolta e l’avvio a rigenerazione degli oli lubrificanti usati in tutto il Paese. Grazie alla filiera del Consorzio questo rifiuto si trasforma in una preziosa risorsa tornando a nuova vita: oltre il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Lo scorso anno il Consorzio ha recuperato in Abruzzo 5.629 tonnellate di olio usato.

“Il CONOU, in quasi 40 anni di attività, ha raccolto oltre 6,5 milioni di tonnellate di olio lubrificante che se fossero state disperse in acqua avrebbero inquinato una superfice pari a due volte il Mar Mediterraneo. Partendo da questa conoscenza, il CONOU si è sempre impegnato a raccogliere l’olio usato fino all’ultima goccia, perché rispettare l’ambiente significa prima di tutto rispettare noi stessi. Questo è il motivo fondamentale che ci accomuna a Legambiente, traguardiamo gli stessi obiettivi di Economia Circolare, Salvaguardia Ambientale, Rispetto Sociale.” ha affermato Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud. “In particolare l’olio usato va raccolto e rigenerato: per esempio anche andando nei porti turistici offrendo ai diportisti la possibilità di consegnare l’olio del loro motore in modo agevole. L’olio minerale è un inquinante pericolosissimo anche per l’uomo: nei mari e nelle spiagge può distruggere la vita della flora e della fauna e, pertanto, non va assolutamente disperso. L’olio usato va raccolto in modo proprio perché possa essere poi rigenerato e restituito a nuova vita risparmiando le equivalenti importazioni e lavorazioni di petrolio e tutte le emissioni nocive o climalteranti che da ciò conseguirebbero.

Una doppia missione, quindi, pienamente realizzata dal CONOU, che fa da esempio all’Europa e a tutte le economie circolari nascenti di altri rifiuti che speriamo si realizzino o continuino a crescere, sempre più recuperando nuove risorse anziché inquinare mari e spiagge.”

 

Oggi presso il porto turistico di Pescara si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei risultati delle analisi microbiologiche eseguite da Goletta Verde lungo le coste dell’Abruzzo.

Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio. Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare. Quattro in tutto i punti oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde.

Hanno preso la parola alla conferenza stampa Federica Barbera, Portavoce Goletta Verde Legambiente; Giuseppe Di Marco, Presidente Legambiente Abruzzo; Silvia Tauro, Legambiente Abruzzo Youth4Planet; Maurizio Dionisio, Direttore ARTA Abruzzo; , Direttore Agenzia regionale Protezione Civile; Emanuele Imprudente, Vicepresidente Regione Abruzzo; Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud e Sergio Guccione, consulente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Oltre al tema dell’inquinamento dei mari e la mancata depurazione delle acque nel corso della conferenza c’è stato un focus sulla salvaguardia della biodiversità e sul progetto Life DELFI, illustrato da Sergio Guccione, referente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e vicepresidente Centro studi cetacei. E proprio davanti all’AMP si terrà nel pomeriggio la liberazione di una tartaruga marina curata dal CSC, per ricordare l’importanza della tutela delle specie a rischio e del ruolo delle aree protette per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione.

Quest’anno la Goletta Verde, insieme alla tutela della biodiversità, mette in evidenza la lotta alla crisi climatica, il rafforzamento del sistema delle aree protette e la promozione delle rinnovabili, a partire dall’eolico offshore. Partner principali della campagna il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, ANEV, Novamont e Renexia, partner AIPE e media partner La Nuova Ecologia.

 

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

I campionamenti di Goletta Verde non si vogliono sostituire ai dati ufficiali sulla balneabilità ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. Se, infatti, i dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo che è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento, generato da un’insufficiente depurazione, arriva in mare.

Otto i punti campionati dai volontari e dalle volontarie della Goletta Verde lungo le coste abruzzesi il giorno 18 luglio. Due nella provincia di Teramo, due in quella di Pescara e quattro in quella di Chieti. Tre prelievi sono stati eseguiti alle foci di fiumi e cinque sono stati prelevati a mare.

La metà dei punti campionati, quattro, sono risultati oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta Verde: inquinato il punto presso la foce del Vibrata al confine tra i comuni di Martinsicuro (Teramo) e Alba Adriatica (Teramo); inquinati anche il punto presso la foce del Saline tra i comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo nella provincia di Pescara e il punto a mare di fronte la foce del fiume Feltrino nel comune di San Vito Chietino (Chieti), in località Marina di San Vito. Unico punto giudicato fortemente inquinato quello presso la foce del fiume Alento a Francavilla a mare (Chieti).

Le foci di fiumi e torrenti che sfociano in mare sono ancora il tallone d’Achille delle coste abruzzesi in quanto spesso veicolo di cariche batteriche con elevate concentrazioni che minacciano la salubrità delle acque marino costiere. Un problema, quella della scarsa o assente depurazione, che arriva dall’entroterra ma che reca danni alle attività dei comuni lungo la costa.

Comuni che devono prestare più attenzione anche all’informazione ai bagnanti: in nessuno degli otto punti campionati dai volontari di Legambiente è stata avvistata la cartellonistica relativa alla qualità delle acque che dovrebbe essere obbligatoria ormai da diversi anni. Per di più in due delle tre foci monitorate manca anche il divieto di balneazione, altro elemento importante per avvisare le persone dei potenziali pericoli lungo la costa.

“Il fatto che almeno un punto nelle tre province della regione Abruzzo, analizzato dai volontari di Legambiente, ha ricevuto un giudizio negativo non può far altro che alzare ancor di più l’asticella dell’attenzione sullo stato dei mari che bagnano le nostre coste – commenta Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. In particolare occorre migliorare il livello di depurazione dei reflui che dalle foci dei fiumi e dei torrenti sfociano in mare. Il mare e il turismo sono degli asset fondamentali per tutto l’Abruzzo e dobbiamo necessariamente accelerare sul miglioramento della depurazione e sistemazione dei nostri impianti in modo da fare il salto di qualità richiesto”.

“Con le nostre analisi delle acque, prelevate e campionate in punti critici, non ci vogliamo sostituire al lavoro delle autorità ma vogliamo affiancare il lavoro svoto sulla qualità delle acque dei nostri mari. Mare che, troppo spesso, soffrono a causa dell’assenza di adeguati sistemi di trattamento dei reflui, sia urbani che industriali – afferma Federica Barbera, portavoce Goletta Verde – L’incontro di oggi ha rappresentato un’occasione per parlare anche del progetto Life Delfi che ha come obiettivo la mitigazione delle interazioni tra specie a rischio, come i delfini, e la pesca professionale. Per ricordare l’importanza di tutelare la preziosa biodiversità marina, nel primo pomeriggio di oggi una tartaruga verrà rilasciata durante una veleggiata verso l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano”.

Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, rinnova ancora la sua storica partnership per la campagna estiva di Legambiente. Da 39 anni il Consorzio è protagonista dell’economia circolare italiana assicurando la raccolta e l’avvio a rigenerazione degli oli lubrificanti usati in tutto il Paese. Grazie alla filiera del Consorzio questo rifiuto si trasforma in una preziosa risorsa tornando a nuova vita: oltre il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Lo scorso anno il Consorzio ha recuperato in Abruzzo 5.629 tonnellate di olio usato.

“Il CONOU, in quasi 40 anni di attività, ha raccolto oltre 6,5 milioni di tonnellate di olio lubrificante che se fossero state disperse in acqua avrebbero inquinato una superfice pari a due volte il Mar Mediterraneo. Partendo da questa conoscenza, il CONOU si è sempre impegnato a raccogliere l’olio usato fino all’ultima goccia, perché rispettare l’ambiente significa prima di tutto rispettare noi stessi. Questo è il motivo fondamentale che ci accomuna a Legambiente, traguardiamo gli stessi obiettivi di Economia Circolare, Salvaguardia Ambientale, Rispetto Sociale.” ha affermato Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud. “In particolare l’olio usato va raccolto e rigenerato: per esempio anche andando nei porti turistici offrendo ai diportisti la possibilità di consegnare l’olio del loro motore in modo agevole. L’olio minerale è un inquinante pericolosissimo anche per l’uomo: nei mari e nelle spiagge può distruggere la vita della flora e della fauna e, pertanto, non va assolutamente disperso. L’olio usato va raccolto in modo proprio perché possa essere poi rigenerato e restituito a nuova vita risparmiando le equivalenti importazioni e lavorazioni di petrolio e tutte le emissioni nocive o climalteranti che da ciò conseguirebbero.

Una doppia missione, quindi, pienamente realizzata dal CONOU, che fa da esempio all’Europa e a tutte le economie circolari nascenti di altri rifiuti che speriamo si realizzino o continuino a crescere, sempre più recuperando nuove risorse anziché inquinare mari e spiagge.”

 

 

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