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Coronavirus, attivare protocollo per i lavoratori della sanità: i sindacati sollecitano la Regione

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Marzo 2020 @ 14:38

I sindacati abruzzesi chiedono alla Regione di insediare il comitato per applicare il protocollo della sicurezza per i lavoratori della sanità, pubblica e privata.

 

La richiesta, oggetto in mattinata di una conferenza stampa in remoto, da parte delle organizzazioni sindacali della funzione pubblica abruzzese, è stata inviata alla Regione in modo da dare applicazione pratica al protocollo, da perfezionarsi con un incontro per favorire l’insediamento dello stesso comitato.

“In attesa di cortese celere riscontro, vista l’impellente necessità di approntare idonee misure a tutela della salute degli operatori sanitari e per evitare la diffusione del contagio nei servizi stessi e all’interno del nucleo familiare degli addetti, riteniamo che sia necessario definire alcune modalità operative”, sottolineano i sindacati, “Continua a mancare in ogni realtà qualsiasi occasione di confronto ed informazione, con le nostre categorie, sulle misure individuate, rinunciando così, tra l’altro, ad acquisire, stante la complicatissima situazione, anche preziosi suggerimenti da chi lavorando sul campo, può contribuire ad individuare soluzioni più rispettose delle norme poste a salvaguardia della salute di operatori e pazienti.

 

A oggi infatti rileviamo che non esiste, o non è reso disponibile lo schema coordinato degli interventi disposti, né un dettagliato censimento del personale sanitario e non sanitario colpito dall’infezione da SARS-CoV. Manca altresì un quadro chiaro delle misure di riorganizzazione dei reparti ospedalieri, di potenziamento delle terapie intensive e d’istituzione di Covid-Unit, adottate in Regione.

Anche riguardo al delicatissimo tema delle carenze nella dotazione dei DPI, chiediamo di fornirci e mettere a pubblica evidenza i dati relativi ai numeri del personale sanitario sottoposto a tampone, quello risultato positivo, quello posto in isolamento domiciliare e quello ricoverato.

Riteniamo altrettanto indispensabile avere a disposizione i dati della reale distribuzione dei pazienti nelle diverse aree di ricovero delle strutture ospedaliere. Chiediamo detti dati non solo nel rispetto delle prerogative sindacali, ma soprattutto nell’ottica di dare evidenza pubblica e difendere il diritto di ogni singolo cittadino di fruire del massimo delle cure possibili, nonché al fine di agevolare e permettere la piena esplicazione del diritto di ogni singolo medico e operatore sanitario di svolgere nella pienezza delle loro competenze e conoscenze il massimo dello sforzo di diagnosi, terapia e cura degli ammalati”.

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