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Spot tv mascherati da telequiz: la denuncia del Corecom

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 19:01

lucciL’Aquila. Spot tv mascherati da telequiz. È la denuncia di Filippo Lucci, presidente del Corecom Abruzzo e coordinatore nazionale dei Corecom italiani, che denuncia la presenza, sulle reti nazionali, di spot pubblicitari sotto la veste di telequiz in cui il conduttore pone delle domande talmente semplici da rasentare il banale e, rispondendo alle quali, attraverso un semplice messaggio dal cellulare, si può accedere a ricchi premi.

“Quello che non si dice, altrettanto chiaramente, – rende noto Lucci – è che, una volta inviato l’sms, si attiva sul proprio telefono un abbonamento a servizi dai costi elevati. Questa tipologia di spot va ad aggiungersi ad un’affollata selva di programmazioni televisive fatte di maghi e da giochi che pure in maniera differente fanno tutte leva sugli stessi punti deboli, l’ingenuità dei consumatori e la speranza di facili vincite. Questa mattina ho provveduto – continua Lucci – a inviare una segnalazione all’Autorità Garante per le Comunicazioni e all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, per verificare se sussistono le condizioni di violazione del Codice di autoregolamentazione per le eventuali azioni sanzionatorie, oppure per chiedere di sospendere la messa in onda di tali spot. E’ il momento di intervenire concretamente: non possiamo piu’ tollerare la reiterazione di tali violazioni”.

Stando a quanto dichiarato dal presidente del Corecom Abruzzo, non si tratterebbe della prima volta in cui sia assiste a pubblicità ingannevoli di questo genere. A esserne coinvolti sono soprattutto i giovani utenti dai 12 ai 20 anni. “I Corecom – aggiunge ancora – vantano molta esperienza in questo ambito, sulla scorta della loro continua attività di vigilanza sulla programmazione delle televisioni locali che ricorrono a queste forme di pubblicità ‘facile’ per garantirsi introiti sicuri. Siamo spesso intervenuti per garantire la correttezza delle programmazioni mandate in onda dalle emittenti nazionali e locali, poichè questo rientra nei compiti precipui dei Comitati per le comunicazioni e intendiamo rendere questa attività efficace a favore di ogni cittadino, anche quando sono televisioni nazionali a permettere queste attività”.

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