Teramo, PSI contro lo smembramento del collegio elettorale

Dopo il progressivo ridimensionamento nel corso degli ultimi anni di tante sedi

istituzionali e commerciali, dopo chiusure e delocalizzazioni, il territorio della provincia di Teramo subisce un ulteriore declassamento con lo schema del decreto legislativo che disegna i nuovi collegi elettorali a seguito della riforma costituzionale del taglio dei parlamentari.

Il d.lgs approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato alle Camere prevede, infatti, la cancellazione del collegio uninominale di Teramo, smembrato in due parti ed accorpato al collegio di Pescara relativamente al territorio compreso nella fascia adriatica, da Roseto degli Abruzzi fino a Martinsicuro, mentre al collegio di L’Aquila viene aggregata l’area che comprende i Comuni della zona interna più Teramo capoluogo, S. Egidio alla Vibrata e Montorio al Vomano.

Ecco allora la risposta del PSI (Partito Socialista Italiano) di Teramo riguardo a questa situazione:

“Questo comporterà per la provincia di Teramo un progressivo scollamento tra l’elettorato ed i suoi parlamentari con il rischio di perdere alla fine qualsiasi rappresentanza territoriale ed un’ulteriore grave perdita di importanza istituzionale ed economica.”

Il Partito Socialista Italiano – Federazione di Teramo ritiene che “questa situazione sia il risultato di una mancata valorizzazione e tutela delle istanze del territorio provinciale teramano sempre più abbandonato a se stesso.

Siffatta rimodulazione dei collegi elettorali, se approvata in via definitiva, sarà il colpo di grazia finale che assegna a ingiustamente a Teramo lo status di unica provincia abruzzese privata di
una propria circoscrizione.

Occorre, pertanto, che la questione venga immediatamente affrontata nelle sedi politiche opportune per favorire una mobilitazione di tutte le forze sociali e culturali che il contesto teramano esprime.

Il Partito Socialista Italiano è pronto ad affrontare questa giusta battaglia al fine di restituire alla nostra Provincia il prestigio offuscato negli ultimi tempi contro l’attuale volontà politica di assegnarle invece un ruolo subalterno.”