Teramo, CdA Ruzzo Reti: Tribunale delle Imprese nomina curatore speciale

Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, fa sapere che il Tribunale delle Imprese de L’Aquila ha nominato un curatore speciale per la Ruzzo Reti in merito alla delibera di nomina del consiglio di amministrazione.

La vicenda è ormai nota e la decisione del Tribunale fa seguire una nuova puntata.

Il Tribunale delle Imprese de L’Aquila era chiamato a decidere sulla invalidità della delibera concernente la nomina dei tre amministratori anziché dell’amministratore unico, “come previsto dalla legge sul riordino delle società partecipate, al fine della razionalizzazione e del contenimento della spesa pubblica –  si legge in una nota del Comune di Teramo – Il Tribunale delle Imprese, ha stabilito, in accoglimento della richiesta del Comune, che l’attuale legale rappresentante e Presidente del Cda della Ruzzo Reti, in quanto portatore dell’interesse personale a non essere rimosso dall’incarico, ha un interesse alla conservazione della deliberazione, anche se fosse illegittima, interesse che non coincide con quello della società. Come più volte comunicato, vi sono in atto due procedimenti, quello ordinario del tribunale e quello del collegio arbitrale che dovranno esprimersi circa la vicenda. Ora, attraverso un’ordinanza, il Tribunale delle Imprese ha di fatto “commissariato processualmente” il CdA della Ruzzo Reti S.p.A., nominando al suo posto per il giudizio un “curatore speciale” e riconoscendo, con ciò, il contrasto tra l’interesse degli Amministratori della Società e la società stessa”.

“Accolgo con piacere questo documento – sostiene il sindaco D’Alberto – che, alla stregua di ogni atto parziale, non sentenzia nel merito, ma traccia una chiara linea sui veri termini e sulla vera portata della questione, da me più volte sollecitata. Non un capriccio, ma il coraggio di una scelta presa esclusivamente a tutela di un interesse collettivo, di cui è portatore ciascun Comune socio e soprattutto di tutti i cittadini, che, in assenza di una epocale inversione di rotta della politica, continuerebbero a pagare di tasca propria scelte dettate da interessi di altra natura”.