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Sant’Egidio, Amatucci spiega le ragioni dello strappo: deleghe “azzerate” e decisioni non condivise VIDEO

Ultimo Aggiornamento: sabato, 30 Ottobre 2021 @ 17:12

Sant’Egidio. Riparte da due ordinanze sindacali (quella “anti-abbaio” e l’altra sugli orari di chiusura dei pubblici esercizi nel post pandemia), decisamente controverse, per manifestare quella che era lo scollamento con il sindaco Elicio Romandini, che si era manifestato sin dalle prime battute dal mandato amministrativo.

 

Per settimane è rimasto in silenzio, limitandosi solo alle sortite in consiglio comunale (dove ha costituito il gruppo Risorgi Sant’Egidio con Alessandra Lucidi), ma ora Annunzio Amatucci, ex assessore agli eventi, e il più votato alle ultime elezioni, spiega nel dettaglio quella che è stata una scelta sofferta, ma inevitabile. Dimettersi da assessore e sganciarsi dal gruppo di maggioranza.

E lo ha fatto nel corso di una appassionata conferenza stampa, nella quale Amatucci ha portato a sostegno della sua tesi una serie di tematiche, non risparmiando critiche al sindaco Romandini.

Sin dal primo momento”, ha sottolineato Annunzio Amatucci, “ si è assistito allo sgretolamento di un gruppo che doveva essere granitico. Un gruppo che aveva incontrato un grande consenso elettorale. Ma poi le deleghe degli assessori non sono state rispettate, la capacità di incidere è stata azzerata dal sindaco. Il programma elettorale è stato disatteso e mai uno dei grandi temi è stato portato in discussione tra la gente, in aderenza al principio della democrazia partecipata”.

Fatti specifici e valutazioni di natura politica si miscelano nella conferenza di Amatucci, che rimprovera al sindaco anche due ordinanze molto discusse a livello cittadino e non solo (cani e chiusura dei locali).

Molte volte le scelte non sono state condivise”, prosegue l’ex assessore, “ abbiamo assistito a scelte individuali del sindaco, riunioni di giunta concate all’ultimo momento e altre decisioni che hanno messo ai margini i più votati alle ultime elezioni”. Amatucci ricorda anche il mancato collegamento con i rappresentanti di Provincia e Regione. “ E poi è stato quasi paradossale”, incalza, “ che certi contatti da parte di singoli rappresentanti dell’esecutivo per avere fondi, siano stati interpretati quasi con una sensazione di fastidio. Mentre poi il Comune ha mancato l’accesso a contributi a fondo perduto o con contribuzione per dare risposte importanti”.

 

Il tempo trascorso dall’uscita dall’esecutivo ha sedimentato l’analisi di Amatucci che nell’occasione ha ribadito la posizione del suo gruppo in consiglio comunale: “valuteremo di volta in volta  i provvedimenti in discussione e ci muoveremo sempre nel bene della collettività”.

 

 

 

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