Roseto, FdI: ‘coprifuoco in estate uccide la città’

Roseto. “Quello deliberato ieri dal Cdm non si può definire un decreto riaperture. In particolare, la norma che prevede l’eventualità di un coprifuoco alle 22 fino al 31 di luglio è una misura folle, devastante per il sistema economico Italiano e in particolare per quelle città, come la nostra, in cui il turismo e tutto quello che alla stagione estiva è connesso, dagli eventi, ai mercatini, alla ristorazione, e come flusso di persone quotidiano che anche da territori limitrofi, dall’entroterra e non, gravitano attorno alla nostra città”.

Lo ha dichiarato Francesco Di Giuseppe, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, spiegando che “questo Governo sta dimostrando ancora una volta il totale disinteresse nei confronti delle categorie produttive, optando per l’agevole strada del ‘divieto’, anziché scegliere quella più impegnativa, ma più giusta del ‘controllo’, questo decreto ha come logica solo quella di tenere il più a lungo dentro casa la gente. Nel prossimo consiglio comunale utile, grazie ai consiglieri di opposizione sensibili all’argomento, proporremo una mozione atta concedere l’esenzione dal pagamento della Tosap fino al 31 dicembre 2021 e di valutare, qualora possibile, un aumento delle superfici pubbliche da destinare a tavoli e sedute per le attività con di somministrazione così come all’esposizione di prodotti in particolari circostanze (es. fiere, mercatini, eventi)”, conclude Di Giuseppe.

A dare manforte alla posizione di Fratelli d’Italia l’Avvocato Ivano Ortelli, responsabile regionale del Dipartimento Turismo del partito di Giorgia Meloni: “Da una lettura del Decreto sembrerebbe che sarà possibile muoversi tra regioni Gialle, mentre per raggiungere quelle Arancioni o Rosse, servirà l’autocertificazione. Per turismo occorrerà obbligatoriamente il cosidetto ‘greenpass’ per entrare nelle regioni Rosse ed Arancioni. Una situazione a dir poco caotica che crea ulteriori incertezze a chi deve prenotare la vacanza, considerato che il colore delle regioni, legato a delle variabili, può cambiare da un momento all’altro, imponendo a chi deve partire di certificare il proprio stato di salute. Allora, se veramente lo scopo principe è quello di salvaguardare la salute pubblica, non sarebbe stato meglio abolire i colori ed imporre, al pari di altri paesi europei, una certificazione a tutti coloro che intendono spostarsi? Del resto, non crediamo che il solo provenire regione gialla sia da solo garanzia di salubrità. Resta, inoltre aperta la questione europea relativa alla quarantena per chi rientra dopo un viaggio in un altro paese, situazione che ci indebolisce ulteriormente nei confronti dei flussi turistici provenienti dagli Stati che storicamente hanno sempre prediletto l’Italia per trascorrere le vacanze, si pensi alla Germania. Anche in questo caso, non sarebbe stato opportuno creare una cabina di regia per armonizzare tra loro le prescrizioni imposte dai vari Stati?”

“Di fronte a queste decisioni, non possiamo che denunciare tutto il nostro rammarico, per una stagione estiva, che da calendario è già iniziata e che, invece, vede l’intero comparto impossibilitato a lavorare, con l’inevitabile conseguenza di un estate in Rosso”, conclude Ortelli.