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Quartiere Teramo Est, il Comitato: “Presidente decaduta”. Ma lei: “Non ne so nulla”

Ultimo Aggiornamento: sabato, 20 Aprile 2019 @ 16:10

Si accende la polemica all’interno del Comitato di Quartiere di Teramo Est.

Nelle scorse ore il Comitato ha inviato una nota, comunicando “che la presidentessa Anna di Ottavio è decaduta dalla carica e le funzioni di presidente e vice presidente verranno assunte rispettivamente da Michele Raiola e Giampiero Cordoni ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 4 e 6 delle regole del comitato di quartiere. Lo scorso 13 aprile comitato si è riunito per chiarire questa situazione nata l’otto aprile, quando sono state presentate alla presidentessa Anna di Ottavio 27 petizioni firmate dai cittadini facenti parte dell’elettorato attivo del quartiere per discutere di altrettanti punti all’ordine del giorno. Queste erano divise in due comunicazioni tramite email: una contenente 11 punti da discutere in assemblea, l’altra riguardante i rimanenti 16. Ai sensi dell’articolo 4 delle regole del comitato di quartiere Teramo Est la presidentessa aveva 30 giorni per convocare l’assemblea da tenersi non prima di 10 giorni e non dopo 20 dalla convocazione (articolo 6 delle regole), in cui si sarebbe dovuto discutere dei 27 punti richiesti dei cittadini, invece, allo scadere dei 30 giorni, il 7 aprile, aveva convocato unicamente un’assemblea per la discussione di soli 16 punti senza però mai programmare la trattazione dei rimanenti 11. Sempre ai sensi dell’articolo 4 delle regole del comitato di quartiere Teramo Est, comporta che ‘il presidente decade automaticamente dalla carica per tutto il periodo del mandato e subentra il vicepresidente’. Anche la commissione di garanzia, nominata dall’assemblea il 18 gennaio, ha confermato che l’automatismo previsto dalle regole comporta l’immediata decadenza dalla carica ma non da componente del comitato di quartiere, senza che possa essere posto a discussione e/o approvazione da parte dell’assemblea o dello stesso comitato. Il vicepresidenteera obbligato a convocare l’assemblea per la trattazione dei rimanenti 11 punti entro ulteriori 10 giorni. Se ciò non fosse stato fatto, sarebbe decaduto a sua volta automaticamente, però ha provveduto a convocare l’assemblea in data 10 aprile per il 26 aprile”.

Ma Anna Di Ottavio non ci sta: “Apprendo, senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, della mia decadenza per non aver ottemperato alla richiesta di convocazione dell’Assemblea dei Cittadini per discutere 11 punti di interesse per il Quartiere – sottolinea – Come da comunicazione da me data ai componenti il Comitato stesso, non c’è mai stata alcuna richiesta. A me non è pervenuta alcuna richiesta per questi 11 punti. Per gli altri sedici punti dei quali i cittadini hanno chiesto la discussione, ho convocato ben due assemblee, non si capisce la ragione per cui averi potuto rifiutare di discutere i punti aggiuntivi. In queste due assemblee non si è fatto alcun riferimento ai punti mancantiRitengo che questo sia solo l’ennesimo attacco verso la mia figura che impedisce che il Comitato di Quartiere si trasformi in Comitato di Affari Personali. Si porta a conoscenza che gli innumerevoli attacchi hanno sempre avuto la finalità di portarmi, per esasperazione, all’abbandono di questa avventura ma di fatto hanno sortito solo l’effetto di immobilismo: non si è approvato, in 5 mesi, nemmeno lo statuto. Le responsabilità sono note a tutti i cittadini, anche se si è cercato di addossarmele, cercando di convincere i residenti del mio disinteresse per il quartiere. Ho già diffidato il vicepresidente per le convocazioni delle Assemblee e degli Eletti che ritengo illegittime, ora mi vedo costretta a darne comunicazione agli organi preposti”.

A provare a mettere il punto ci pensa Carlo Di Marco, presidente della Commissione di Garanzia: “Tenendo conto che le questioni sul tappeto non sono di carattere giuridico-formali, bensì di convivenza e di dialettica interna al Comitato, suggerisco a tutti un passo indietro e la convocazione di una pubblica assemblea per discutere con metodo democratico e con uno spirito inclusivo, partecipativo e dialogico tutte le questioni sul tappeto e far ripartire così l’attività del Comitato Teramo Est”.

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