Presidenza Amp Torre del Cerrano: parla il neo eletto Pietro Palozzo

A districare le polemiche sorte in merito alla Presidenza del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, è proprio il neo eletto Pietro Palozzo.

 

“Ho chiaramente atteso qualche momento prima di precisare il mio pensiero, per evitare di entrare direttamente in una querelle che mi auguro non degeneri più di quanto già non accaduto. Il ruolo istituzionale che sono stato chiamato a ricoprire e che mi onoro di aver accettato, tuttavia, mi impone alcune, brevissime considerazioni”, esordisce Palozzo nella nota stampa.

“Si è sostenuto, a più riprese e da varie voci, che la designazione del mio nome quale Presidente del Consiglio di Amministrazione da parte dei rappresentanti del Comune di Silvi, della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo (che rappresentano il 55% delle quote consortili) sia illegittima, contraria alle norme dello statuto, quando non addirittura il segno di una degenerazione partitica. Ora, a parte queste ultime considerazioni, che volutamente tralascio, mi preme precisare che tali affermazioni sono del tutto erronee. Esse non considerano, infatti, che lo statuto è un accordo che, quando regola i rapporti interni fra i soci, ha carattere privatistico e non di atto amministrativo (in questo senso, non occorre scomodare le ripetute sentenze del Consiglio di Stato) e che, quando si verifica una ambiguità nella sua interpretazione (come nel caso dell’art. 19), le uniche regole per trovare una soluzione sono quelle dettate dal codice civile e, nel caso specifico, di quelle in materia di interpretazione della volontà delle parti (artt. 1362 e ss. c.c.). Nessuno può dubitare, quindi, che, quando il candidato alla carica di Presidente, in questo caso designato dal Comune di Pineto, non riceva la fiducia della maggioranza dei consiglieri, possa essere adottata una decisione diversa, nel rispetto del principio maggioritario stabilito dallo statuto e secondo la volontà delle parti espressa nella riunione del consiglio di amministrazione. La mia nomina, pertanto, è del tutto lecita, legittima e, soprattutto, efficace (al di là di quanti non vorrebbero riconoscerla), dal momento che essa rispecchia la volontà della maggioranza dei componenti del Cda, espressa regolarmente”.

E ancora: “Quanto a quelli che invocano una tutela innanzi al TAR, ricordo che questa questione, come facilmente intuibile, non è di competenza della giurisdizione amministrativa, essendo attratta, inesorabilmente, in quella ordinaria di carattere civile, ove occorrerebbe sostenere, con una azione di annullamento, ben diversa da quella di nullità, l’inefficacia della decisione di tre consiglieri su cinque, perché adottata contro la volontà della minoranza e di quella del Comune di Pineto, con valutazione che, conseguentemente, dovrebbe estendersi anche alla validità del secondo comma dell’art. 19, la cui contrarietà a norme imperative di legge è sin troppo evidente”.

“Fatte queste brevissime ed incomplete considerazioni”, conclude Palozzo, “mi auguro che ciascuno degli attori chiamati ad amministrare questo territorio, compreso quello di Pineto in cui sono nato e vivo da sempre, cessi da inutili polemiche ed assuma un atteggiamento più responsabile per quanto necessario a portare avanti l’azione amministrativa dell’Area Marina, per completare i numerosi progetti di cui mi onoro esser stato, insieme agli altri consiglieri del precedente mandato, fra i fautori e per metterne in campo di nuovi e più ambiziosi, al fine di favorire lo sviluppo sostenibile del benessere di quanti vi vivono e di quanti la frequentano da fuori, avendo quale priorità anche la revisione del presente statuto, divenuto anacronistico, inefficace e lesivo dei diritti di donne ed uomini ad essere parimenti rappresentati”.