Martinsicuro, elezioni: da Legnini a Tommolini. Tutte le contraddizioni nell’analisi di Fratelli d’Italia

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Febbraio 2019 @ 17:14

“Martinsicuro come in Regione, dove tradimento politico e trasformismo sono sotto gli occhi di tutti”.

 

Massimo Clementoni, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, entra a gamba tesa nella campagna elettorale e non lesina stoccate ad alcuni dei candidati locali in corsa per le regionali del 10 febbraio. In un lungo e colorito documento politico, gli attivisti cittadini del partito della Meloni, partono dagli assetti regionali (“i residuati bellici della sinistra abruzzese, orfani di un elettorato di riferimento giocano al trasformismo, evitando simboli del Pd sui manifesti del candidato governatore Legnini”), per analizzare, con spirito critico, alcune delle candidature tutte martinsicuresi.

 

“Emblematica è la candidatura a Martinsicurodi Emma Zarroli, ” si legge nella nota, “presidente del consiglio di una giunta a riferimento centrodestra.

Ancor più emblematica, se non stupefacente, la candidatura di Alduino Tommolini, assessore al bilancio, che, oramai rasenta il trasformismo ad ogni costo pur di sedere su di una poltrona”.

 

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Clementoni ricorda il percorso dell’assessore al bilancio (“la nascita con Città Attiva, l’uscita in tempi molto sospetti e la disponibilità sette anni fa a capeggiare vari schieramenti, dal centrodestra al centrosinistra, pur di ottenere una sua candidatura a sindaco”).

“Tutti ricorderanno la seconda giravolta di Tommolini”, si legge ancora, “prima candidato sindaco contro Vagnoni, per poi finire come candidato sindaco di scorta dello stesso Vagnoni e poi guadagnarsi una più misera, ma sicura, poltrona di assessore.

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Il massimo lo dà però proprio ora con la piroetta per antonomasia, abiurando la sua stessa compagine amministrativa di centrodestra per finire candidato nelle note “liste sinistre” di Legnini e nemmeno con un partito moderato, bensì con la lista dell’IDV.

La militanza a sinistra della Zarroli da illo tempore era già indigesta ai molti elettori di centrodestra nelle passate amministrative, ma almeno coerente con la sua militanza politica, quella di Tommolini si rivela un autentico tradimento di tale elettorato”.

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