Giulianova, Mastrilli: ‘Costantini-Lega solo per la carriera’

Giulianova. “Questo è quanto avrei voluto dichiarare ieri in consiglio comunale ma che , per questioni di regolamento non mi è stato possibile esprimere”.

Lo ha dichiarato il consigliere Gianni Mastrilli, autosospesosi dalla Lega dopo l’ingresso del sindaco Jwan Costantini, precisando che “si è conclusa, da qualche giorno, una operazione politica che ha generato caos e sconcerto tra i cittadini di Giulianova.L’attuale Sindaco, Jwan Costantini, dopo aver vinto le elezioni con una coalizione civica è passato tra le fila della Lega, partito che assieme ad altre forze politiche di centro destra è uscito sconfitto dalle urne per soli 59 voti”.

“Durante l’accesa campagna elettorale – aggiunge – gli slogan contro il movimento, di cui ora è parte, erano all’ordine del giorno, uno su tutti: ‘Giulianova non si Lega’. Ricordo inoltre che si derideva chi parlava di filiera della politica e che oggi guarda caso diventa argomento di vanto e soprattutto giustificazione per il cambio di casacca. È evidente che questo salto è stato fatto per soli fini di carriera politica, cosa che non gli sarebbe mai riuscita se fosse rimasto in una lista civica. In questo modo manifesta il chiaro intento di perseguire una ambizione personale a scapito dei propri cittadini. L’operazione messa in atto dal Sindaco appartiene alla peggiore politica che obbedisce a logiche di carriera, con spregio della responsabilità verso gli elettori. Questi comportamenti allontanano sempre più la collettività dall’interessarsi della cosa pubblica, percepita come luogo di affari e poltrone. Del resto, se i giuliesi avessero voluto un sindaco leghista avrebbero votato Pietro Tribuiani. Quello che ci chiediamo, inoltre, è come possano essere compatibili i programmi della Lega, presentati a suo tempo in campagna elettorale, con quelli del Sindaco e delle sue liste. È vero che cambiare partito e idee, in corso d’opera è lecito e non si viola alcuna norma, tuttavia ci sono tempi e modi da rispettare per renderlo meno inopportuno e sconveniente”.

“Quando ci si rende conto di non essere più in sintonia con le posizioni di un partito o, come in questo caso, di una coalizione civica dove si è stato eletto Sindaco, c’è una sola cosa da fare: prenderne atto e dimettersi. In questo modo non si tradiscono gli elettori che hanno avuto fiducia nella persona e nelle istanze di quella fazione politica. Altre possibilità non ce ne sono perché trasformismo fa pericolosamente rima con opportunismo”, conclude Mastrilli.