Atri, discarica Santa Lucia. L’Osservatorio atriano spera nella giustizia amministrativa

Atri. “Dopo la notizia dei ricorsi a raffica al Tar, contro la Regione e il Comune di Atri, da parte dei giganti della “monnezza”, Consorzio Piomba Fino e Azienda De Cesaris, che gestisce l’impianto della Discarica sita in loclaità Santa Lucia di Atri il Comune di Atri prova a resistervi costituendosi in giudizio e percorrendo questo sentiero stretto e impervio, avverso il Consorzio Piomba Fino che vorrebbe ribaltare e annullare il sonoro no ricevuto e la decisione sfavorevole emessa dal Comitato VIA del 06/02/2020 alla sua richiesta di ampliamento. Siamo davvero su due fuochi incrociati poiché è in discussione, con la seconda Commissione Ambiente che si è riunita a L’Aquila il 07 luglio scorso, il progetto di legge n252/C dl 12/05/2020-Norme in materia di economia Circolare e gestione dei Rifiuti- con l’audizione delle associazioni ambientali”, scrive in una nota Reparata Graziosi, coordinatrice dell’Osservatorio Atriano.

“La proposta di legge ”Campitelli” che prova a dire la sua, arrivata proprio sul solco delle direttive europee già approvate dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione Europea di cui si attende recepimento, ai sensi della legge da parte degli Stati Membri e nel quale le verranno rimodulate le norme per le discariche e i rifiuti, ferme da anni e per le quali ci sarà davvero una rivoluzione copernicana per la gestione dei rifiuti. Proposta la legge trovata l’insidia? la potremmo dire? Leggendone il testo che dovrà concludersi con un aggiornamento del tanto sofferto PRGR abruzzese che nel recente passato ha visto giudizi di incostituzionalità e sonore procedure di infrazione. Troviamo delle maglie molto larghe, e negli art 7 e 9 (possibilità di recuperare le cave dismesse private) addirittura si consentirebbe la possibilità di riprogrammare le capacità volumetriche degli impianti pubblici regionali, laddove sono presenti “criticità”, in altre aree. Il ricorso alle discariche per normativa europea dovrebbe essere l’ultima risorsa nella gerarchia di modalità di raccolta dei rifiuti , cosi non ci sembra dal progetto di questa legge che ci preoccupa tantissimo”.

E ancora: “Il problema non è solo di Atri, ma dell’intero territorio provinciale forse anche regionale poiché questo riprogrammare le capacità impiantistiche future non per meglio imprecisate “esigenze territoriali” ci fa pensare ad una sorta di refugium peccatorum. L’elefante sta partorendo il topolino o una tigre per divorare i territori? Quali territori adesso verranno messi in croce? (come da lettura delle relazioni) dove verranno rispalmate ulteriormente le volumetrie e i rifiuti? E la voce delle comunità locale, che più volte ha manifestato la sua netta contrarietà, completamente inascoltata e stremata dal disagio ambientale lungo quaranta anni con una compromissione del suolo e delle risorse idriche irreversibile in particolare per la situazione della Discarica di Atri ove si ha traccia dei primi conferimenti abusivi già dal lontano 1978. Speriamo fortemente che si ripensi la stesura definitiva di questa legge, poco “green” di una Regione che è conosciuta come il ”polmone verde d’Europa”. Soltanto la giustizia amministrativa, di cui aspettiamo fiduciosi il parere, potrà stavolta mettere fine a questa tormentata vicissitudine”.