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Nereto, accuse all’assessore dimissionario: motivazioni che non reggono

Ultimo Aggiornamento: sabato, 13 Gennaio 2018 @ 18:16

“Una delle peggiori pagine politiche della storia cittadina”. E’ lapidario il giudizio con il quale il sindaco uscente Giuliano Di Flavio e i componenti della maggioranza rimasta fedele fino alla fine, giudica la fine “traumatica” dell’esperienza amministrativa, con lo scioglimento del consiglio comunale.

 

In una lunga nota, infatti, i componenti della maggioranza consiliare, prima delle dimissioni, tornano a puntare l’indice sull’assessore Massimo Salvi ed elencano una serie di obiettivi raggiunti.

 

” Le motivazioni che l’ex assessore sta proponendo nelle diverse interviste”, si legge in una nota, ” mettono ancora più in luce la loro inconsistenza e lo stato di assoluta confusione politica che sta vivendo. Le sue valutazioni sui risultati amministrativi del Comune di Nereto sembrano confinati alla sola presenza dei vigili e del comandante della Polizia Locale dimenticando, ammaliato dal dover apporre la firma davanti al notaio, che questa amministrazione (direi anche la “sua” amministrazione) ha sbloccato la situazione del Menti proponendo, con soldi reali e non con promesse, la realizzazione di un polo didattico-culturale, oppure i tanti asfalti rifatti (rientranti nella sua delega ma fatti per merito di altri amministratori), i tanti lavori nelle scuole (altra sua delega), la nascita del polo dei servizi, il potenziamento della caserma dei carabinieri, i nuovi servizi attivati a Nereto, la realizzazione del parco Pertini, l’aumento della raccolta differenziata e la TARI puntuale, i tanti eventi culturali organizzati ed altro.

 

D’altronde, dall’ex assessore pochissime volte abbiamo ricevuto soluzioni ai problemi nelle materie di sua competenza né sappiamo di suoi viaggi in Regione a cercare finanziamenti per le deleghe di competenza, né di suoi approfondimenti per risolvere i problemi da lui sollevati. Fare l’assessore solo per depositare sul tavolo del Sindaco i problemi senza prospettare soluzioni è del tutto inutile; fare l’assessore vuol dire affrontare veramente i problemi, sviscerarli fino in fondo, confrontarsi con altre realtà e, soprattutto, trovare le giuste soluzioni.

 

Le accuse politiche. “Lui ha scelto la peggiore e la più devastante delle azioni politiche”, si legge ancora, “ tra quelle che aveva a disposizione: all’ex assessore diciamo che aveva a disposizione anche le semplici dimissioni dal consiglio comunale visto che era così deluso dei risultati che lui aveva ottenuto nelle sue deleghe per tornare ad essere un normale cittadino; invece ha scelto di fare lo “sfregio” a tutta la comunità neretese. Un minimo di coscienza politica nei confronti dei cittadini gli imporrebbe di restituire le somme percepite quale assessore per risarcire l’intera comunità neretese della grande ferita che lui ha inferto loro. Noi ex colleghi di maggioranza aspetteremo di poter ascoltare con le nostre orecchie (e non dietro un video) le sue motivazioni: siamo impazienti di poterlo guardare negli occhi quando proverà a giustificare il suo gesto scellerato compiuto insieme a quelle parti politiche che lui ha sempre avversato e dileggiato quando era ancora comunista. Quei gruppi di opposizione, oggi suoi compagni di avventura, che lui per appartenenza politica aveva sempre combattuto e con i quali aveva giurato di poter mai condividere alcuna idea o scelta. Ma si sa, la politica fa grandi miracoli soprattutto quando si muovono i grossi calibri! Ma la solitudine che lo avvolge nel suo gesto ci conforta ed è la prova dell’orrore commesso: l’ex assessore è stato abbandonato anche dalla sua componente politica”.

 

Solidarietà dei Progressiti per il Pd. Esprimiamo in maniera convinta la nostra solidarietà all’ex Sindaco Giuliano Di Flavio, agli amministratori di Nereto e a tutta la comunità che ha creduto e crede ancora nel progetto di cambiamento e rilancio della cittadina.

Oggi proviamo tutti sentimenti di delusione e di rabbia, ma siamo fermamente convinti che la

politica è passione e senso civico, è mettere in gioco le proprie competenze per il bene comune, per il benessere sociale di una collettività, oltre gli individualismi e gli obiettivi personali.

I nostri compagni e amici di Nereto hanno sempre operato in questo senso.

Sappiamo quanto è importante, in momenti come questi, il sostegno personale verso un vero galantuomo della politica, apprezzato da tutti per i modi e per i metodi, impegnato quotidianamente a supporto della comunità.

Per questi motivi riteniamo che accordi effettuati nel massimo silenzio senza un dibattito pubblico danno il senso di un tradimento, perché tale deve essere considerato un rapporto che si conclude bruscamente senza la dignità di un confronto politico nel merito e senza le previe dimissioni da assessore di chi ha deciso di porre fine a questa esperienza amministrativa. Siamo certi che il tempo renderà giustizia di questa brutta pagina di politica, permetterà di chiarire i veri motivi di questa scelta scellerata ed incomprensibile e darà forza al percorso di cambiamento appena iniziato”.

 

 

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