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Tortoreto, Piccioni lavora alla giunta. Cosa hanno detto le urne

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 13:02

Tortoreto, Piccioni lavora alla giunta. Cosa hanno detto le urneTortoreto, Piccioni lavora alla giunta. Cosa hanno detto le urneTortoreto, Piccioni lavora alla giunta. Cosa hanno detto le urneTortoreto, Piccioni lavora alla giunta. Cosa hanno detto le urneTortoreto. Gli interpreti per buona parte sono nuovi. L’impostazione di fondo, però, è la stessa: nei programmi e negli obiettivi da raggiungere.

 

E’ già iniziata a Tortoreto, dopo 13 mesi di commissariamento, l’era Domenico Piccioni, il nuovo sindaco eletto con una percentuale superiore al 28%. Pochi fronzoli dopo l’affermazione elettorale, basa su un distacco ampio (rispetto alle previsioni) rispetto alle previsioni della vigilia, anche in considerazione di quella che era l’offerta politica (ben sei liste e 100 candidati tra aspiranti sindaci e consiglieri).

 

Piccioni già al lavoro. Dopo la proclamazione degli eletti e il passaggio di consegne con il commissario straordinario Francesco Tarricone, il neo-sindaco (figura di esperienza amministrativa, per vi dei trascorsi ma anche per il suo impiego della pubblica amministrazione) ha già riunito il gruppo di maggioranza per iniziare a calendarizzare le scadenze più urgenti. Il primo passaggio, e non potrebbe essere altrimenti, riguarda la definizione della giunta comunale in vista poi della convocazione del consiglio di insediamento. Piccioni si è preso alcuni giorni di tempo (non tantissimi, visto che l’obiettivo è quello di mettere in moto da subito l’esecutivo), per definire ogni dettaglio. Alcune scelte, a prescindere dalle valutazioni di ordine politico, appaio molto scontate. I tre più votati (Arianna Del Sordo, la più votata con 372 preferenze, Francesco Marconi, 311, e il giovane Giorgio Ripani, 223), avranno ruoli nell’esecutivo, con Francesco Marconi in predicato di essere il vicesindaco, anche alla luce di quello che era stato il passaggi indietro, a beneficio di Piccioni, nell’individuazione del candidato sindaco del centrodestra. Le altre scelte dipenderanno da alcuni fattori: preferenze, rappresentanza territoriale, parità di genere e forze politiche rappresentate in maggioranza. Scelte che poi riguarderanno anche la presidenza del consiglio e il capogruppo di maggioranza.

Le analisi del voto. Tortoreto, nell’urna, ha deciso di dare fiducia all’area politica che ha guidato la cittadina dal 2009 in poi, seppur nel contesto di una frammentazione evidente e una percentuale di votanti che è scesa di otto punti rispetto al 2014 (anche se i residenti sono nel frattempo cresciuti.

Altro elemento che emerge dal voto riguarda il fattore politico, pur in una fase dove la casacca del civismo è molto in voga. Sommando i voti delle prime due liste (SiAmo Tortoreto e Obiettivo Tortoreto, con Di Matteo che si è riproposto con un discreto consenso elettorale) si arriva al 50% dei consensi di area centrista e dunque quella che gli analisti bollano come moderata. Va sotto le aspettative, invece, il centrosinistra cittadino, che non governa Tortoreto dal 2009 (il sindaco era Di Matteo) e che nella tornata elettorale è andato sotto ai mille voti, riuscendo ad arpionare un solo seggio, nonostante alcune buone performance di coloro che dovranno essere i dirigenti del futuro. Piero Di Nicola, forse, ha pagato in parte alcune delle divisioni solo parzialmente ricomposte nella fase conclusiva della campagna elettorale.

La proposta alternativa. In uno scenario molto frammentato, il record è rappresentato anche dal fatto di vedere rappresentati nel nuovo consiglio comunale ben 5 gruppi consiliari. In questo contesto merita una valutazione i riscontri raccolti dal Movimento 5 Stelle (749 voti con elezione in consiglio di Riccardo Straccialini) e Progetto Tortoreto (con candidato sindaco Nico Carusi, 661). Provando solo da un punto di vista matematico a sommarli, si va oltre i 1400 voti. Sarebbe stata la seconda forza politica cittadina, pur con genesi ed obiettivi diversi. Certo che in entrambi i casi la proposta politica è quella di una profonda discontinuità con il recente passato. Unica forza politica che resta fuori da Palazzo di Città è Tortoreto Civico (Franco Rampa), che ha raccolto poco più dell’8% dei consensi e nella quale alcune individualità comunque hanno garantito un buon apporto. Parliamo nello specifico dei dissidenti, rimasti comunque al momento fuori dalla rappresentanza istituzionale.

 

Composizione nuovo consiglio comunale. Maggioranza: Domenico Piccioni (sindaco), Arianna Del Sordo, Francesco Marconi, Giorgio Ripani, Angela Recinella, Loretta Ciaffoni, Massimo Figliola, Maurizio Branciaroli, Fausto Di Eusebio, Dolores Cimini, Lanfranco Cardinale, Marino Di Domenico. Minoranza: Domenico Di Matteo Thea Petrini (Obiettivo Tortoreto), Piero Di Nicola (Uniti per Tortoreto), Riccardo Straccialini (Movimento 5 Stelle), Nico Carusi (Progetto Tortoreto).

 

LE FOTO DI SINDACO E CONSIGLIERI

 

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