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Ruzzo Reti, piano industriale, Pdci: no all’aumento delle tariffe idriche

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 1:44

Teramo. Critiche sul nuovo piano industriale della Ruzzo, Reti, approvato sabato dall’assemblea dei sindaci, arrivano della Federazione provinciale del Pdci. Discussione che si è aperta già nel consiglio comunale di Tortoreto e a breve anche in quello di Bellante.

 
In una nota, il partito bolla negativamente il percorso intrapreso dalla dirigenza della società, ribadendo anche la necessità di rafforzare la gestione pubblico del servizio idrico.
” Vanno perseguite politiche di erogazione dei servizi”, si legge, “caratterizzate da efficienza ed universalità, nonché politiche di contenimento degli sprechi sia in ordine all’attività gestionale in senso stretto sia in ordine al ricorso indiscriminato a consulenze esterne ed alle esternalizzazioni in genere.

 

 

 
Bisogna abbandonare l’ipotesi di aumento tariffario così come ipotizzato nel piano industriale nonché l’incremento dei costi di gestione come ad esempio quelli ipotizzati per gli allacci (da Euro 106 ad Euro 179; per le rescissioni volontarie – da Euro 0 ad Euro 90; per la verifica contatori – da Euro 25 ad Euro 150,00; per la sostituzione contatore da Euro 0 ad Euro 120,00), specie in assenza di un piano di risanamento che sappia far fronte alla situazione debitoria in cui versa la società.
Ogni intervento in questa direzione assumerebbe caratteristiche discrezionali, se non addirittura arbitrarie.
Sotto diverso profilo, non è accettabile che la limitazione rispetto agli incarichi conferiti all’esterno non valga per i cosiddetti adempimenti obbligatori per legge (rappresentanza in giudizio e patrocinio della società, gli appalti e le esternalizzazione di servizi necessari per raggiungere scopi sociali e gestione servizio idroelettrico), poiché, a parte la evidente contraddizione con la stessa funzione pubblica della società, occorre evidenziare che, da un lato, ciò vuol significare squalificare le strutture e le risorse professionali interne, che in questi anni hanno acquisito competenza e professionalità e, dall’altro lato, poiché sottopone la società ad ulteriori costi non controllabili e controllati e, comunque, non determinati specificatamente nel Piano”.

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