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Giulianova, un centro commerciale in via Trieste?

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 13:28

arboretti_francoGiulianova. Nel consiglio comunale del 26 ottobre scorso la maggioranza ha approvato l’autorizzazione a far “tornare” in Via Trieste una consistente concentrazione di esercizi commerciali di cospicua grandezza (da 1500 mq, da 1000 mq e da 600 mq) in aggiunta a quelli già previsti fino a 250 mq.

La denuncia arriva dall’associazione di cultura politica Il Cittadino Governante che precisa: “si profila di nuovo – era già accaduto nel 2003 per responsabilità dell’accordo trasversale tra parte del centrodestra e parte del centrosinistra – una seria minaccia per il già sofferente tessuto commerciale esistente nel centro del Lido. Quanto promesso dall’ex sindaco Ruffini nel 2004, allorché revocò la delibera sul grande centro commerciale previsto nell’area ex Sadam, non è stato mantenuto dal vicesindaco dell’epoca (l’attuale sindaco Mastromauro) e dalla sua maggioranza (la stessa di allora). Diceva Ruffini nell’agosto del 2004: “Siamo contrari al centro commerciale mentre siamo favorevoli alla conservazione del patrimonio commerciale esistente in questa zona. L’eventuale insediamento di un centro commerciale per la grande distribuzione rappresenterebbe la fine de decine e decine di piccole attività commerciali”.  Una posizione giusta, saggia, condivisibile. Per rendere concrete queste affermazioni furono stabilite delle norme urbanistiche che ridussero le attività commerciali da 12.500 a 6500 mq. complessivi, con la superficie massima di 250 mq. per ogni singolo esercizio commerciale. Tutto ciò è stato presto dimenticato dalla Giunta Mastromauro che, dapprima, ha approvato piani di recupero per l’ex Sadam e l’ex Ads-Foma consentendo singoli esercizi commerciali fino a 1000 mq. di superficie ed ora ha acconsentito alla richiesta di attività commerciali fino a 1500 mq. Per l’esattezza, nell’area appena a nord del vecchio capannone dello zuccherificio, potrebbero essere insediati: più strutture con superficie di vendita tra i 250 mq e i 600 mq; due strutture di 600 mq (o una da 1000 mq) ed una di 1500 mq. Insomma, di fatto un nuovo importante centro commerciale in pieno centro al Lido”.
Per rendere possibile tutto ciò,  secondo il Cittadino Governante “è stato cambiato il Piano Urbano Commerciale per cui i centri commerciali di media grandezza fino a 1500 mq si potranno aprire quasi ovunque al Lido e per la precisione nelle porzioni di territorio ad ovest della nazionale Adriatica che si trovano a nord di Via Gasbarrini e a sud di Via Salerno. La politica dovrebbe saper cogliere le possibili implicazioni delle decisioni che prende. E’ legittima quindi qualche domanda. Si ha idea di quali ripercussioni ci saranno per le attività commerciali esistenti, specialmente ora che siamo in piena crisi economica? Possibile che non si riesca a capire che la sofferenza dei piccoli negozi, ma anche dello storico centro commerciale dell’Annunziata, già ai livelli di guardia per tutto quello che è nato come grande distribuzione intorno a Giulianova, rischia di diventare una lenta agonia verso la fine? Sarebbero a rischio di chiusura, purtroppo, molti altri negozi oltre a quelli che l’hanno già dovuto fare; sarebbero persi molti posti di lavoro; molte famiglie andrebbero in grave sofferenza economica. E poi si pensa a quale danno per il tessuto sociale, nel cuore della città, visto che l’insieme dei piccoli negozi, da sempre, oltre che a fornire un servizio, garantiscono la vita, la socializzazione e il presidio delle strade del centro? Lo si capisce che così si rischia di cambiare in peggio non solo  i connotati economici ma anche quelli della qualità della vita cittadina? Insomma  la Giunta Mastromauro che strategia ha per il commercio giuliese? C’è da ricordare che, due anni or sono, durante la discussione sulle Osservazioni alla Variante al PRG, fu proprio Il Cittadino Governante a sventare un’altra grave minaccia: convincemmo il consiglio comunale a respingere un’osservazione tesa al ripristino dei 12.500 di destinazione commerciale nell’area ex Sadam, che era stata invece accettata dalla Giunta. A noi pare che gli attuali amministratori navighino a vista ormai in ogni settore della vita cittadina”.

 

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