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Vongole, adeguamento dei consorzi alle norme comunitarie. Il vertice al Ministero

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 7 Dicembre 2018 @ 12:49

Si è tenuta ieri la riunione dei presidenti dei consorzi di gestione (COGEMO/COGEVO) per fare il punto sulla situazione dell’adeguamento dei consorzi agli obblighi del Reg. UE 2376/2016 e del DM 27.12.2016, relativamente alla gestione della vongola “chamelea gallina”.

 

Al momento la situazione dai dati forniti dal MIPAAFT appare tranquilla anche se allo stato preoccupa il fatto che alcuni consorzi non abbiano ancora adempiuto agli obblighi di legge.

 

Il relatore in rappresentanza dei consorzi ha manifestato tutta la preoccupazione che la non totalità negli adempimenti possa essere un peso che porti allo scadere della sperimentazione ad una decisione negativa della Commissione Pesca in merito al rinnovo della tolleranza sulla taglia minima nel contesto dei c.d. “rigetti”.   Coldiretti Impresapesca ha rappresentato la necessità di avere chiara anche la situazione degli stock, compartimento per compartimento, oltre ad una situazione sulla sostenibilità economica del settore relativa ai consorzi meno attivi, ne consegue, alla luce del fatto che alcuni compartimenti operano a singhiozzo o addirittura non operano affatto, che tale indicatore potrebbe penalizzare il rinnovo della autorizzazione a pescare con tolleranze fino a 22 mm.

 

Andranno comunque recuperati quei contesti dove la situazione delle risorse è in tilt a causa di problemi biologici e idrogeologici.   Va tenuto in considerazione anche il fatto che la Spagna sta premendo su Bruxelles perché, questo provvedimento che favorisce l’Italia e penalizza sul mercato la Spagna, cessi il prima possibile.   Da parte dei presidenti si è chiesto un coordinamento nazionale tra amministrazione e vertice del Consorzi di Gestione per un confronto costante e continuo.

 

Sono inoltre emersi dal Tavolo i problemi della pesca abusiva frequente tra Emilia-Romagna e Veneto, oltre alle problematiche, segnalate da Coldiretti-Impresapesca, relative all’apertura di un confronto tra Ministero Politiche Agricole e Ministero della Salute, con la partecipazione di tutte le Regioni costiere, per trattare le problematiche relative all’aumento dell’ inquinamento a mare a causa degli sversamenti abusivi e gli apporti dei fiumi anche a causa del mancato funzionamento dei depuratori per i quali l’Italia ha un infrazione comunitaria.

 

Coldiretti-Impresapesca ha segnalato anche le necessità di aiutare il recupero dei consorzi in difficoltà, ma in presenza di resistenze nell’integrarsi e nel fornire dati, a far data dalla prossima primavera, appare opportuno lasciare al loro destino questi compartimenti chiudere la sperimentazione con le positività dei consorzi diligenti per presentare a Bruxelles a fine 2019 una situazione inattaccabile.

 

I dati che il MIPAAF raccoglierà per chiudere la sperimentazione saranno a valere dal ottobre 2019.  A tal proposito il dr. Lucchetti del CNR-IRBIM (ex Ismar) ha segnalato la necessità da parte di diversi consorzi di fornire dati relativi alle produzioni e soprattutto rigetti nelle zone di restocking, che potrebbero essere il tallone di Achille del sistema.

Sotto questo aspetto il Cogevo, rappresentato dal Presidente Giovanni Di Mattia, ha avviato dei percorsi anticipatori.

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