Tortoreto, vertenza Selta: dopo la nomina dei commissari urge l’apertura del tavolo al Mise

Tortoreto. Dalla nomina dei tre commissario giudiziali (da parte del Tribunale di Milano), alla necessità, non più procrastinabile, di aprire un tavolo di confronto al Mise.

 

La vertenza della Selta, l’azienda di telecomunicazioni con 4 sedi in Italia (tra i quali il polo produttivo di Tortoreto), è oramai ad un punto di svolta.

 

“La nomina dei commissari”, si legge in una nota di Fiom Cgil, Fim Cisl e Rsu aziendale, “ sblocca una situazione di incertezza ed immobilismo che in questi mesi ha rischiato di mettere ancor più in sofferenza un’azienda già fortemente provata dalle scelte errate, commesse negli ultimi anni da proprietà e  management, che ha causato un buco complessivo di 47 milioni di euro.

 

È adesso necessario che parta un confronto tra le organizzazioni sindacali, i Commissari ed il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di salvaguardare il futuro occupazionale di tutti i 250 dipendenti del gruppo Selta in Italia”.

 

Le urgenze. Per prima cosa, va affrontato il tema degli ammortizzatori sociali in scadenza. Si deve assolutamente prevedere un prolungamento della cassa integrazione straordinaria che finirà nel prossimo mese di giugno. Ciò con l’obiettivo di scongiurare licenziamenti e dare alla rinnovata compagine aziendale il tempo necessario per riorganizzarsi in funzione dei segmenti di mercato da recuperare.

 

Non va dimenticato, infatti, che la Selta opera in un campo, quello delle telecomunicazioni, che può e deve essere considerato un asset strategico per l’intero sistema paese: dovrà quindi essere cura anche del Governo, con adeguate e specifiche politiche industriali, preoccuparsi di non far morire l’ultima azienda del settore a capitale italiano.

 

In questo senso i lavoratori del sito di Tortoreto, nell’assemblea sindacale di mercoledì, hanno ribadito la volontà di tenere un presidio davanti al MiSE. L’auspicio è che la manifestazione possa tenersi, a breve, in concomitanza del primo incontro sindacale, ma, qualora questo non dovesse essere convocato a stretto giro, è stata comunque prevista una mobilitazione delle maestranze nella capitale, per rivendicare il rispetto degli impegni presi da tutti i livelli istituzionali.

 

Impegni presi, in primis, dal vicecapo di Gabinetto del MiSE, Giorgio Sorial, lo scorso 6 marzo, il quale ha dichiarato pubblicamente che il tavolo sarebbe stato convocato immediatamente dopo la pronuncia del Tribunale di Milano: questa pronuncia c’è stata ieri, adesso alle parole devono seguire i fatti.

 

Così come fattivo, in questa fase, dovrà essere l’impegno di Regione Abruzzo e Provincia di Teramo: vano messe in campo, infatti, tutte le azioni possibili per difendere il sito produttivo di Tortoreto che continua ad occupare 80 dipendenti.

 

“La mobilitazione romana”, si legge ancora, “coinvolgerà anche lavoratrici e lavoratori degli altri stabilimenti Selta (Roma, Piacenza ed Avellino). In questi mesi è stata portata avanti, nei rispettivi territori, con il coinvolgimento anche delle Istituzioni locali, la medesima battaglia per la difesa dell’occupazione di un’azienda che continua a rappresentare un’eccellenza italiana nel campo delle telecomunicazioni e va salvata sia per garantire il reddito delle maestranze che per tutelarne le competenze tecnologiche”.