Tortoreto, vertenza Betafence: tavolo al Mise. Posizioni ancora distanti

Tortoreto. Un passaggio interlocutorio, nel quale la proprietà ha cercato di giustificare un corposo taglio del personale, 130 persone su 155), mantenendo in piedi solo la logistica e il commerciali.

 

Senza però portare dati concreti su questa scelta, peraltro totalmente diversi rispetto ai numeri che connotano lo stabilimenti. E’ uno degli elementi emersi oggi nel corso del primo incontro della vertenza della Betafence di Tortoreto che si è tenuto in video-conferenza al Mise.

 

Le organizzazioni sindacali e le istituzioni hanno identificato come priorità il mantenimento della completa attività aziendale a partire da quella produttiva della Betafence Italia e della sua intera filiera garantendo la continuità industriale e occupazionale.

L’azienda ha precisato nell’incontro, senza fornire alcun dato specifico, la volontà della chiusura delle linee produttive adducendo motivazioni infondate circa la scarsa redditività degli impianti.
“In questi anni i lavoratori dello stabilimento di Tortoreto hanno sempre raggiunto gli obiettivi aziendali, addirittura superando il 100%. Il raggiungimento dei target di produzione hanno garantito una corresponsione di quote economiche sostenibili all’interno degli accordi aziendali”, si legge in una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm.
“Pertanto sono necessari dati chiari e specifici per una reale trattativa, mentre appare  evidente che la scelta aziendale risponderebbero a logiche esclusivamente finanziarie senza riferimenti specifici dal punto di vista industriale.

Dopo una lunga discussione che ha visto le posizioni distanti tra le parti, attraverso la mediazione e la sollecitazione della sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, l’azienda ha preso l’impegno di fornire nel prossimo incontro, che sarà convocato a breve, tutti i dati che possano consentire un confronto nel merito volto a trovare una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale.

I lavoratori della Betafence stanno difendendo il lavoro e l’industria nel nostro Paese”. Al termine del successivo incontro Fim, Fiom, Uilm in base al confronto e alle risposte da parte dell’azienda valuteranno le iniziative da mettere in campo a difesa dello stabilimento Betafence Italia.