Tortoreto, vertenza Betafence: presidio dei lavoratori sulla rotonda Carducci

Tortoreto. I lavoratori della Betafence di Tortoreto scendono in piazza e danno vita ad un presidio di sensibilizzazione sulla riviera.

 

Martedì 11 agosto, alle ore 21, nella rotonda Carducci, nella zona centrale del lungomare di Tortoreto, le maestranze in servizio nell’azienda che produce reti e recinzioni metalliche, daranno vita ad un vero e proprio presidio in difesa del posto di lavoro. La dirigenza della multinazionale, controllata da un fondo, infatti, ha comunicato che lo stabilimento sulla bonifica del Salinello (pur facendo utili) sarà chiuso entro il 2020.

 

Nello specifico, si tratta di una delle iniziative che le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici (Fim Cisl e Fiom Cgil), organizzeranno da qui in avanti, per protestare contro la decisione aziendale e chiedere che la vertenza sia affrontata, rapidamente, dal Mise. A rischio ci sono non soltanto i 155 posti di lavoro della Betafence, ma almeno altri 150 dell’indotto che ruota attorno alla storica azienda di Tortoreto.

Per la prima volta la vertenza, iniziata il 29 luglio quando il gruppo PRÆSIDIAD ha comunicato la volontà di chiudere il sito produttivo teramano e lasciare a casa 155 dipendenti, “uscirà dalla fabbrica”, si lege in una nota delle due organizzazioni sindacali. “Dal 29, infatti, è subito partita la mobilitazione sindacale che dopo 3 giorni di sciopero ed una manifestazione pubblica, sta andando avanti con un presidio davanti lo stabilimento industriale, a difesa dell’occupazione.

Quella di martedì 11 sarà l’occasione per ribadire le motivazioni per cui tutto il territorio deve difendere l’occupazione in un’azienda storica che, grazie al lavoro ed alla fatica di operai ed impiegati, solo negli ultimi 5 anni ha fatto guadagnare più di venti milioni di euro alla proprietà. Va quindi difeso il lavoro dei 155 dipendenti Betafence, dei 150 lavoratori dell’indotto e va difesa l’idea per cui un’azienda che va bene e guadagna non può chiudere e delocalizzare. Deve essere l’impegno di tutto il territorio e deve diventare l’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico che non può consentire che questo accada. Il presidio sarà anche l’occasione per ribadire alla politica che il tempo della solidarietà è finito: è arrivato il momento dei fatti concreti, è arrivato il momento di far di tutto per salvare la Betafence”.