Tortoreto, vertenza Betafence. I sindacati: l’azienda metta in vendita lo stabilimento se non lo ritiene produttivo

Tortoreto. La convocazione di un nuovo tavolo al Mise sulla vertenza della Betafence di Tortoreto, in ritardo rispetto agli impegni assunti in precedenza, favorisce dei dubbi e degli interrogativi.

 

Ad evidenziali sono le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil, nellefigure dei segretari provinciali Marco Boccanera e Mirco D’Ignazio, e delle stesse maestranze.

“Quello che ci preoccupa è l’interlocuzione tra il Mise e l’azienda Presidiad e il dilungarsi a favore della stessa che aveva chiesto 6 settimane”, scrivono in una nota. “Non vorremmo trovarci un tavolo già apparecchiato e senza la Carlyle assente e non a conoscenza delle strategie a nostro avviso non costruttive.

Ricordiamo anche le promesse fatte dal “Presidente Conte” di cui non abbiamo avuto più notizia dopo la classica foto di gruppo.

A noi segretari di provincia, ma in particolar modo alle maestranze della Betafence non basta chi mette il cappello sulla convocazione del tavolo, ma chi seriamente garantisca continuità a e occupazione a questa azienda “sana” vittima di logiche finanziarie incomprensibili e inaccettabili”.

E qui si innesta un qualcosa che sembra una provocazione, ma che tale non è.

 

”Se la Presidiad ritiene che la Betafence sia improduttiva metta sul piatto anche la vendita del sito”, si legge nella nota.

“Troveremo di sicuro acquirenti più affidabili che daranno credibilità ai clienti che sino ad oggi hanno puntato sulla qualità di Tortoreto e le sue maestranze”.

 

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