Teramo, i liberi circoli della Fenalc chiedono al governatore d’Abruzzo di riaprire: la lettera

Una lettera scritta dal Comitato Provinciale Fenalc – Federazione Nazionale Liberi Circoli – al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, affinchè gli enti no profit della provincia di Teramo, possano riprendere le loro attività.

 

“Le scriviamo a nome del Comitato Provinciale di Teramo e del Comitato Regionale Abruzzo della Federazione Nazionale Liberi Circoli, in rappresentanza di numerosi Enti Non Profit, tra Associazioni, Circoli, Comitati della nostra Regione.

A sostegno di altre Organizzazioni Non Profit rappresentative delle nostre stesse istanze, che hanno sollevato la necessità di porre attenzione al mondo del Terzo Settore nella nostra Provincia e Regione, Le chiediamo di intervenire con apposita Ordinanza, per ricomprendere espressamente le categorie associative tra i settori interessati dalla ripresa in questa fase emergenziale causata dal Covid-19.

I Rappresentanti degli Enti Non Profit si interrogano sulla possibilità di riaprire oppure no, se tra le attività consentite ci siano anche quelle svolte dalle proprie strutture, se gli Enti Governativi e Locali si sono dimenticati di loro.

I Circoli non sono una categoria unica, i Circoli sono luoghi dove prendono forma le idee delle persone, dove si concretizza la solidarietà, la cultura, la promozione sociale, dove si sviluppano numerose attività volte a perseguire scopi tutelati dal nostro Ordinamento e fondamentali nella crescita psico-fisica dei cittadini.

Noi crediamo che i Circoli possano aprire compatibilmente con la ripresa delle attività consentite e nel rispetto dei protocolli di sicurezza, tuttavia, Egregio Presidente, perché non rendere chiara e manifesta questa possibilità ? Perché non dichiarare espressamente, così come altre Regioni stanno facendo, che anche i Circoli possano ricominciare a svolgere le loro attività in totale sicurezza. Chiediamo di non lasciare una “zona grigia” ma di fare chiarezza, di dare attenzione. Gli Enti Non Profit sono stati i primi, attraverso l’impegno di soci e volontari, a mettersi a disposizione durante l’emergenza sanitaria: hanno supportato le proprie comunità, aiutato i più deboli, distribuito beni di prima necessità, organizzato raccolte fondi; perché dimenticarsi di loro proprio nel momento della ripartenza? D’altronde anche il DPCM del 26 aprile ricomprende tra le attività oggetto di ripresa le “attività di organizzazioni associative”, tuttavia chiediamo che anche la Regione Abruzzo annoveri tra i settori di intervento in maniera chiara le realtà associative abruzzesi”