Pineto: è arrivata l’estate ma il ripascimento morbido dov’è finito?

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 14 Giugno 2018 @ 17:12

Pineto. “La stagione turistica è ormai avviata e purtroppo il tanto osannato ripascimento morbido non è ancora partito con tanti disagi per gli operatori turistici, villeggianti e residenti che non possono utilizzare al meglio la spiaggia, erosa in maniera considerevole sia delle correnti meteo marine sia dall’incapacità delle amministrazioni Monticelli-Verrocchio, che hanno sempre preferito lo sperpero di denari pubblici, mediante il ripascimento, che la soluzione definitiva mediante la posa di opere rigide a mare richieste a gran voce da cittadini, associazioni di categoria e turisti”. A parlare, i consiglieri di opposizione del gruppo Impegno è Sviluppo, Luca Di Pietrantonio e Gianni Assogna.

“Avremmo voluto sbagliarci, lo abbiamo desiderato ardentemente, ma purtroppo l’amministrazione comunale è più impegnata a organizzare festicciole e inaugurare opere non terminate che a occuparsi di uno dei più grandi problemi della nostra città. Molti operatori e sopratutto i residenti si chiedono che fine abbia fatto l’impegno dell’intera amministrazione a realizzare opere rigide per la difesa della costa teso che le stesse sono già state finanziate dalla regione Abruzzo per circa 1 milione di €, e quando il comitato festa che ci amministra vorrà iniziare il ripascimento 2018?”

“Bisogna ora chiedersi perché non si è voluto ascoltare i tecnici, perché non si è voluto seguire il buon senso, perché si è deciso di non affiancare al ripascimento morbido opere strutturali di protezione della costa. Chi ha interesse alla ciclica ripetizione del ripascimento morbido, con conseguente e ripetuto sperpero di denaro pubblico? Chi ha interesse a non risolvere o circoscrivere definitivamente il fenomeno dell’erosione? A chi fa comodo il degrado della costa pinetese? Ogni cittadino potrà dare la propria risposta a queste domande, ma tutti sanno chi è responsabile di questa situazione: l’Amministrazione Verrocchio ( o quel che resta di essa… e la sua ormai manifesta incapacità a risolvere i problemi)”.