Giulianova, oltre 50 tonnellate di rifiuti abbandonate nell’ex Saig a due passi dal Tordino (FOTO)

Una situazione che peggiora di settimana in settimana. E non c’è soluzione, almeno per il momento di risolvere la questione legata all’abbandono dei rifiuti nella zona dell’ex Saig di Colleranesco, a Giulianova.

In soli sei mesi il volume del materiale abbandonato è più che raddoppiato e secondo gli ambientalisti che sono tornati a denunciare lo stato in cui versa una porzione importante di terreno, immediatamente a ridosso del fiume Tordino e di un fosso che scarica acque bianche, ci sono almeno 50 tonnellate di rifiuti che tappezzano la zona.

Dell’ex impianto di distillazione ormai resta ben poco, il vecchio stabile del centro direzionale e un altro lasciato parzialmente in piedi dopo l’abbattimento dei manufatti da parte della nuova proprietà, Progetti Abruzzesi Srl che ha acquisito immobili e terreni dal fallimento della Saig.

Nel piazzale antistante l’ex centro direzionale, oggi diventato una sorta di stalla dove una famiglia rom ci rinchiude dei cavalli, dopo l’abbattimento di una palazzina, sono stati lasciati quintali di rifiuti. Un cumulo enorme che prima non c’era.

Le Gadit, le guardie ambientali, hanno segnalato anche di recente la cosa all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Mastromauro. Ma il Comune di Giulianova non può fare nulla, non può intervenire per le opere di bonifica perché l’area è privata. Deve essere la stessa proprietà ad occuparsi della bonifica e della sistemazione delle barriere per impedire l’accesso a chi di notte va a scaricare i rifiuti in questa zona. Il Comune però può richiedere l’intervento di bonifica con lettera di diffida ai responsabili.

Una sollecitazione è già stata inviata in tal senso. Il problema non riguarda solo la zona immediatamente a ridosso dell’ex Saig, ma anche un tratto del lungofiume. Qui sono stati trovati materiali provenienti da cantieri edili.

E sono stati abbandonati di recente lungo una strada che viene frequentata dagli amanti di mountain bike, compresi alcuni turisti che hanno già manifestato il loro disappunto per lo squallore in cui si sono imbattuti.