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Edilizia: leggera ripresa in provincia di Teramo, ma la ricostruzione in pratica è ferma. DATI

Ultimo Aggiornamento: sabato, 16 Febbraio 2019 @ 18:02

Teramo. E’ un settore in leggera ripresa, quello dell’edilizia della provincia di Teramo, che emerge dai dati della bilateralità, in continuità con i dati del 2016 e del 2017.

 

Il trend di crescita è generato dall’avvio dei cantieri degli aggregati post sisma 2009, soprattutto nei comuni delle zone Valfino e Gran Sasso, e dei lavori di messa in sicurezza e ripristino dei danni lievi post sisma 2016/2017 e di quelli dovuti agli eventi naturali dell’inverno 2017.

Segno questo che la cantierizzazione post sisma è già iniziata ed in giro per la città di Teramo e per gli altri comuni danneggiati dal sisma, si vedono decine di micro cantieri non censiti, in cui regna “l’autogestione”.
In notevole ritardo è invece la fase di ricostruzione post sisma 2016/2017, dovuta sempre a lentezze burocratiche ed organizzative della macchina pubblica, inefficienze brillantemente superate in Marche ed Umbria dove il fatturato dell’edilizia è quasi raddoppiato.

Sugli appalti pubblici sono state finanziate opere pubbliche post sisma 2016/2017 per 260 milioni di euro. Di questi a distanza di quasi due anni dalle ordinanze che li hanno resi fruibili, sono stati aperti solo 4 cantieri che riguardano chiese; zero opere pubbliche e soprattutto zero scuole.

A questi si aggiungono altri fondi regionali e statali fra cui 15 milioni per la manutenzione delle strade, 33 milioni per le scuole, 30 milioni dal Masterplan, 16 milioni per le periferie e 5 milioni per il dissesto idrogeologico, per un totale di oltre 150 milioni di € di risorse pubbliche delle quali ancora non si vede un cantiere aperto.
Sulla ricostruzione privata su 1235 richieste pervenute all’USR Abruzzo pari a 125 milioni., considerando che 16 dei 23 comuni del cratere sono in provincia di Teramo, ci sono solo 20 decreti di liquidazione per i quali si possono avviare i cantieri.

“Sarà fondamentale”, sottolinea in una nota Giancarlo De Santis, segretario generale della Filca Cisl, “ che il primo atto del neo Presidente eletto della Regione Abruzzo Marco Marsilio, miri a sbloccare celermente l’avvio di tutte queste opere già finanziate ed in attesa di progettazione e di gara d’appalto per l’esecuzione. A tal proposito, la Filca Cisl, appena si sarà insediata la nuova giunta ed il nuovo Consiglio Regionale chiederà immediatamente al Presidente un incontro per esporre le proprie proposte sullo sblocco dell’empasse burocratico/organizzativo che blocca l’avvio dei lavori della ricostruzione.

Prima di Natale abbiamo insediato il tavolo di monitoraggio dei flussi di mano d’opera presso la Prefettura di Teramo, nel quale ogni parte ha assunto un ruolo ed una responsabilità precise riguardo le banche dati da fornire ed incrociare al fine di prevenire forme di elusione ed evasione, fra cui il lavoro nero e la concorrenza sleale; siamo in attesa di una sua nuova convocazione nella quale avviare le azioni previste dalle disposizioni legislative nazionali e dagli accordi fra le parti sociali ed il commissario per la ricostruzione.
La più importante fra le novità è il rilascio del DURC per congruità da parte delle nostre Casse Edili, che permetterà di verificare a tavolino se all’interno del cantiere vi è presenza di lavoratori in nero.
Attraverso il tavolo, sin dall’avvio del cantiere, si potrà monitorare la regolarità contributiva e retributiva, la congruità dei lavori rispetto alla mano d’opera impiegata, la corretta applicazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro, il tutto grazie all’autocontrollo sociale degli Enti Bilaterali del settore edile.

L’obbiettivo di garantire una ricostruzione post sisma legale e sicura e di trasformare tutte le risorse che lo Stato metterà a disposizione per la ricostruzione, in economia reale per il territorio, invertendo il forte stato di crisi che si protrae dal 2008; non governare questi processi equivarrebbe a far finire tali risorse nel sommerso, ad alimentare fenomeni di illegalità e corruzione e ad incrementare la necessità di impostare azioni repressive che bloccheranno a metà i cantieri”.

 

  2007 2017 2018 2018/2007 2018/2007 2018/2017 2018/2017
  Variaz. N° Variaz. % Variaz. N° Variaz. %
LAVORATORI n. 5.994 2.836 3104 – 2890 – 48,21% 241 +8,50%
IMPRESE n. 1.252 627 652 – 600 – 47,92% 25 +4%
MASSA SALARI €. 48.654.948 25.429.032 27.554.610 – 21.100.338 – 43,37% 2.125.578 +8,36%
ORE LAVORATE n. 5.715.069 2.395.609 2.593.982 – 3.121.087 – 54,61% 198.373 +8,28%

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