Come rialzare la china in montagna dopo il Covid19? La lettera del Sindaco di Crognaleto

Crognaleto. Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, a tutti gli Onorevoli parlamentari, al Presidente Regione Abruzzo, al Commissario per la Ricostruzione, al Presidente Ente Parco Gran Sasso M.L., all’ Amministrazione Provinciale Teramo, all’ Amministratore Delegato ENEL e all’ Amministratore Delegato ANAS: a loro è rivolta la lettera del Sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo affinchè si possa lavorare ad una zona economica speciale delle aree interne.

 

“Dopo la grande crisi che ha messo in ginocchio l’intero paese, l’intera filiera produttiva e soprattutto quella parte di popolazione già sofferente per le mille questioni a noi tutti note, bisogna cominciare a pensare come superare il dopo-pandemia e, come mio solito, dopo aver combattuto sisma, neve, dissesti idrogeologici e le mille difficoltà legate alla gestione di un territorio tanto bello quanto complicato da amministrare come il mio, cercherò di trasformare questa grave situazione in un’opportunità di rilancio della nostra Montagna e di tutte le Aree interne.

Appare evidente, soprattutto in questo periodo a ridosso della stagione estiva in cui si effettuano le prenotazioni per le vacanze, che il settore maggiormente in crisi sia quello del Turismo balneare e dei grandi eventi aggregativi che, per il momento, sono assolutamente fuori discussione!

Gli spazi sterminati all’aria aperta e la bellezza della natura che la Montagna offre, giocano un ruolo fondamentale in questa fase, poiché rappresentano la più ragionevole, se non l’unica, alternativa valida per tutti coloro che, una volta allentata la morsa delle restrizioni sociali, cercheranno un modo per trascorrere tranquilli il periodo estivo.

Tutti, allora, dobbiamo fare la nostra parte, Parlamentari, Governati di Istituzioni, Guide Alpine e chi altro possa dare contezza a tale concettualità con intelligenza e senza mai sottovalutare il nemico che potrebbe nuovamente riproporsi. Dobbiamo lavorare per una Zona Economica Speciale delle aree interne, per la montagna ora più che mai!

Primo obiettivo cruciale è la Ricostruzione, fondamentale per garantire il rientro nelle proprie abitazioni di tutte quelle famiglie che si sono trovate costrette ad allontanarsi e che, oggi più che mai, chiedono di poter rientrare. Al riguardo, il Commissario Legnini ha già dettato la sua agenda con idee e proposte ben precise. Già detto al Commissario nel Comitato istituzionale, la necessità di ripristinare una filiera rapida di agibilità per le abitazioni con danno lieve, così come normato con DL 186 art. 8, istituto da riprodurre anche con una “manutenzione” alla norma primaria Dobbiamo impegnarci tutti affinché tali idee diventino fatti, realtà concrete e tangibili.

Il secondo obiettivo è l’investimento nelle Aree Interne. Il Governo, la Regione, la Provincia, il Consorzio BIM, l’Ente Parco. Tutte le strutture preposte hanno il dovere di avviare iniziative che, nel rispetto della norma, contribuiscano alla ripartenza….L’Ente Parco può e deve cogliere questa occasione di rilancio per le aree interne attraverso la sistemazione della rete sentieristica e degli innumerevoli rifugi che sono disseminati all’interno del suo territorio di competenza; come vediamo ormai tutti i giorni la natura si sta riprendendo i suoi spazi, interveniamo in maniera tale da valorizzare di più rispetto al passato il rapporto che l’uomo ha con essa.

Credo che debba attivarsi anche quella grande struttura che io chiamo “Mamma ENEL”…come? Intanto sostenendo direttamente i territori dove attingono “petrolio bianco”, dove creano invasi e sistemi di produzione energetica e quindi mantenendo i presidi nei territori, la guardiania dei Bacini, delle linee elettriche, dei sistemi di pompaggio e di quel grande polo tecnologico di controllo degli impianti localizzato a Montorio al Vomano meglio noto come PT, Posto di Teleconduzione. Oggi più che mai questo centro di eccellenza deve permanere nel comprensorio per garantire quel sistema di tranquillità e sicurezza per il quale è stato ideato: il controllo telematico delle dighe e loro funzionamento. L’appello quindi ai vertici dell’Enel e mi farò promotore affinché anche il Governo, ovvero il Ministro di riferimento On. Paola De Micheli, intervenga sulla vicenda non solo per la permanenza, bensì per un rafforzamento dell’intero sistema tale da portare “Mamma ENEL” ad investire ancora e di più nella vallata del Vomano.

Altro obiettivo su cui investire è l’offerta turistica dei territori montani. Occorre pensare ad una politica di collaborazione fattiva tra soggetti pubblici e privati finalizzata a generare progettualità condivise di sviluppo turistico territoriale. È evidentemente indispensabile il ruolo degli enti pubblici al fine di co-creare e co-finanziare, anche attraverso il canale europeo, proposte per agevolare la creazione di strutture di accoglienza adeguate e itinerari turistici accessibili a tutti, ovvero rivolti ad un pubblico variegato, per valorizzare le tipicità e le eccellenze e per rilanciare l’economia, anche attraverso lo sfruttamento delle risorse naturali presenti nel territorio, tanto da consentire anche la creazione di nuovi posti di lavoro. Gioco forza è della Regione Abruzzo, che deve liberare le somme ferme in Amministrazione, velocizzare le programmazioni il FER-POR, i fondi europei PSR che non incrocia le necessità dei territori e la grande lentezza che manda indietro risorse necessarie e importanti.

Altro settore importante la viabilità, dove per l’Amministrazione Provinciale di Teramo sarebbe auspicabile la determinazione e l’erogazione delle risorse spettanti ai singoli comuni. Cosa diverse per ANAS che tanto sta’ facendo per le strade del nostro Abruzzo, con l’ordinario e i piani stralcio per la riqualificazione di tante arterie principali e secondarie ammalorate dagli eventi calamitosi. La programmazione è parte essenziale, ancor più l’esecuzione poiché quest’ultima significa sicurezza pubblica e liquidità alle imprese, agli operai, alle famiglie.

In conclusione, credo che questo sia il momento di “mettere a sistema le aree interne”, non solo per la loro sopravvivenza in un momento così particolare e critico, quanto per la disponibilità di questo immenso bene naturale all’intera cittadinanza del nostro bel paese, che si chiama ITALIA”