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Tortoreto, i rischi del Salinello (senza argini) quando arriva la pioggia FOTO

Ultimo Aggiornamento: sabato, 13 Gennaio 2018 @ 22:44

Preoccupa il Salinello in quei tratti dove la cronica mancanza di argini rischia di produrre danni ad attività produttive, abitazioni e anche alla sede stradale.

 

La riflessione è quasi automatica dopo la recente ondata di maltempo che, per fortuna, non ha avuto la stessa intensità rispetto ad altre zone, ma che lanciato dei moniti che non possono essere sottovalutati. E questo anche in relazione su quelle che sono le criticità sulla bonifica del Salinello, nelle zone ricomprese tra i territori di Tortoreto e Sant’Omero.

 

Criticità che torna ad evidenziare Domenico Di Matteo, nel duplice ruolo di presidente del Movimento Civico Val Vibrata e Monti della Laga e consigliere comunale di minoranza al Comune di Tortoreto. “ Se la pioggia avesse avuto la stessa intensità che si è manifestata in altre zone della provincia”, argomenta Di Matteo, “ ora staremmo a valutare danni significativi e credo che Regione e Provincia debbano prendere coscienza di questa situazione e intervenire”. Tre sono gli aspetti più critici, in un contesto complessivo che propone dei rischi quando le precipitazioni sono copiose.

 

Zona bivio Poggio Morello. In quel tratto esiste una condotta del gas-metano (foto) che è crollata con la sua struttura e che ostruisce l’alveo del corso d’acqua a poche decine di metri di alcune aziende che operano nella zona. Problema segnalato da Di Matteo circa un anno fa, ma ancora non risolto.

Zona più a monte. Nei giorni scorsi con il livello del Salinello che è cresciuto, si sono registrate piccole esondazioni, il tutto a ridosso della bonifica e di alcune abitazioni, nella stessa zona dove nel 2011 si registrano danni e allagamenti.

 

Bivio di Bellante. Il Salinello in questa zona è uscito dagli argini, invadendo di terreni a pochi metri da un traliccio elettrico.

 

“ Chiedo ai sindaci di Tortoreto e Sant’Omero”; chiude Di Matteo, “ si farsi sentire nelle sedi istituzionali, e fari sì che il corso d’acqua nelle zone più a rischio venga messo in sicurezza senza ulteriori tentennamenti”.

 

 

 

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