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Garanzia Giovani Transnazionale, la via Crucis di un giovane teramano

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 18:01

Teramo. Un’occasione per rafforzare le proprie competenze e il curriculum, incrementando le opportunità di ingresso o rientro nel mercato del lavoro, mediante il confronto con ambienti e prassi di lavoro internazionali si è trasformata in una vera e propria via Crucis.

E’ l’esperienza di un 28enne teramano ingegnere che ha appena concluso l’esperienza di Garanzia Giovani Transnazionale, un progetto simile all’Erasmus che permetteva a 500 under 30 un’esperienza lavorativa, tramite tirocinio, in un paese dell’Unione Europea e in Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Turchia.

Un’opportunità, tutti penserete, ma non è proprio così come ci racconta il giovane teramano.

“Prima di tutto – spiega il 28enne – l’azienda estera in cui realizzare il tirocinio devi trovarla da solo e non selezionando da una lista come previsto dal bando; ma questo è quasi un vantaggio in considerazione delle poche aziende attualmente convenzionate con la regione. Una volta trovata l’azienda disponibile ad ospitarti, dovrai condurre, sotto una sufficiente guida dell’ente che ti rappresenta (il ‘soggetto promotore’) le trattative burocratiche per realizzare il partenariato tra azienda e Regione. Mentre conduci tutte le trattative in cui, attenzione, l’assicurazione personale e sul lavoro deve essere coperta dall’azienda ospitante, ti avvisano che le indennità del tirocinio non saranno puntuali e che la prima ‘rata’ potrebbe arrivare con qualche mese di ritardo. Cominci a questo punto a farti due conti con il tuo budget di neolaureato (?), cui hai già probabilmente sottratto le spese per fare un colloquio in azienda. Le indennità dipendono dal paese in cui andrai a fare il tirocinio e dalla durata dello stesso; ipotizzando di realizzarlo nella durata massima prevista, sei mesi, le somme si aggirano da un minimo di 3400,00 euro (Bulgaria) ad un massimo di 7000,00 euro(Norvegia). Nel mio caso, la prima è di circa 1600,00 euro e l’ultima 600,00 euro”.

La prima sorpresa arriva il 16 gennaio con la prima mensilità (novembre): “non mi sarei mai aspettato tanto anticipo sulle previsioni ma ovviamente la medaglia nasconde il suo rovescio: scopro che dei 1597,00 euro previsti me ne sono stati accreditati solo 1300,00 euro. Ho contattato in primis il mio soggetto promotore, il quale ha contattato il responsabile all’ufficio regionale che gli ha felicemente comunicato che ci sono state delle trattenute INPS (scopro così che le mensilità sono erogate dell’INPS) di cui loro non sono a conoscenza; ho chiesto a mio padre di recarsi all’ufficio INPS competente dove ho scoperto (non con poche difficoltà) che sono detrazioni IRPEF e che dovrò fare anche la dichiarazione dei redditi. Poiché in nessun contratto da me firmato e in nessuna parte del bando si fa menzione a detrazioni fiscali, chiedo ulteriori chiarimenti all’ufficio regionale e l’unica cosa che mi hanno saputo dire è che, probabilmente, essendo un tirocinio extracurriculare, viene considerato come lavoro dipendente. (In realtà ho approfondito le ricerche, perché nessuno dei miei amici, sia del progetto nazionale che transnazionale (Spagna) ha avuto queste detrazioni, ed ho scoperto che vengono applicate quando la cifra da erogare supera 1500 euro e che all’atto della dichiarazione dei redditi, se non hai superato un certo limite di guadagno, ti verrà compensata la differenza (con i futuri redditi, ammesso che li realizzerai in Italia); dunque, facendo il punto, ti detraggono 300 euro perché hai superato di 100 euro la soglia per le detrazioni e se tutto va bene te li restituiranno tra un annetto”.

Intanto le uniche detrazioni che avvengono durante il progetto sono quelle al tuo budget da universitario, a cui in ordine vengo tolti i costi del volo, la caparra e le mensilità di novembre, dicembre e gennaio (queste invece sono anticipate). Considerando anche che una camera in una città europea si aggira intorno ai 550 euro al mese (euro più, euro meno in base al paese ospitante e alla posizione all’interno della città).

Oltre al danno la beffa perché dopo 5 mesi all’estero il 28enne teramano ha ricevuto soltanto 1300,00 e qualsiasi altro reddito farebbe  automaticamente decadere il contratto. Di conseguenza l’unica possibilità è l’aiuto della famiglia con la speranza, prima o poi, di restituirli.

“Quello che vorrei scoprire, visto che nel bando vengono citate come indennità, è se questi pagamenti sono assimilabili ad una borsa di studio o ad uno stipendio da lavoro dipendente; perché nel primo caso significherebbe che gli stessi non dovrebbero essere tassati e potrei anche accettare dei pagamenti ritardati (ma giusto perché siamo abituati alla lentezza del sistema italiano) nel secondo caso invece sarei anche disposto ad accettare delle detrazioni fiscali (anche se sarebbero dovuti essere citati nel contratto, almeno parlando di cifra lorda) ma le mensilità dovrebbero arrivare puntuali, come tutti i dipendenti statali”, conclude.

 

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