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Piano D’Orta, ex Montecatini: “Moligean demolisca”

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 17 Gennaio 2022 @ 12:33

Bolognano. “Il Consiglio di Stato, con sentenza del 23 dicembre 2021, ha rigettato definitivamente le doglianze della Società appellante, la Moligean s.r.l, proprietaria dei fabbricati insistenti sul sito inquinato di Piano D’Orta,  ribadendo che l’attività di demolizione non può che spettare all’attuale proprietario, sul quale incombe il dovere di garantire la sicurezza dell’area”.

“Una sentenza, a seguito della quale, anche il Ministero della Transizione Ecologica, è tornato a pronunciarsi, il 12 gennaio, diffidando la Società a porre in essere, senza ulteriore indugio – entro e non oltre  il termine di 30 giorni dal ricevimento dello stesso atto di significazione – tutte le attività prodromiche alla bonifica del sito, come d’altronde già specificatamente ordinato dal Tar di Pescara”.

L’annuncio è del capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Guerino Testa, questa mattina in conferenza stampa , indetta con il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo , per fare il punto della situazione sull’annosa vicenda del sito inquinato dell’ex Montecatini.

“Il Consiglio di Stato – ha proseguito Testa – dopo aver ricordato che, in base al principio ‘chi inquina paga’ le attività di risanamento gravano unicamente sul responsabile dell’inquinamento, ha precisato la distinzione tra la normativa in materia di bonifica e quella in materia di rifiuti. Le nozioni di inquinamento e di bonifica seppur strettamente correlate con quella di rifiuto, sono in realtà ben distinte , nonostante talvolta possa esserci interferenza tra le due discipline. Interferenza non riscontrabile, secondo il Consiglio di Stato, nel caso di specie, e pertanto le attività di demolizione degli edifici (nonché di rimozione dei rifiuti inerti già presenti nell’area) e  quella di bonifica (posta in capo alla Edison), devono essere tenute tra loro separate”.

“Invitiamo ancora una volta la Moligean – ha dichiarato Di Bartolomeo –  ad avviare le azioni necessarie al corretto adempimento della succitata sentenza e a non aggravare ulteriormente la condizione di oltraggio alla salute dei cittadini residenti e all’ambiente, oltreché la sua posizione. Il Ministero, infatti, nell’intimare il rispetto del termine indicato fa presente che l’ulteriore violazione degli obblighi è suscettibile di essere valutata dalla Procura della Repubblica”.

“Con rammarico”, prosegue il sindaco, “tocca ricordare come a tale increscioso stato di cose si sia arrivati anche a causa di chi ha reso possibile il protrarsi di un incomprensibile immobilismo, opponendosi all’abbattimento dei fabbricati , senza alcuna prudenza e tentando, di volta in volta, di offrire una immagine piuttosto maliziosa dell’intera problematica. Come quando si è tentato di promuovere, ripetutamente, l’idea della realizzazione di un museo nonostante il parere contrario della Soprintendenza archeologica. Un museo su di un’area inquinata continuando ad impedire – non smantellando gli immobili industriali – l’attività di bonifica? Follia, falsità ed invenzioni che, evidentemente, avevano una scadenza , quella decretata dai fatti e dalla legge, unici strumenti in grado di ripristinare la verità. I cittadini interessanti dal disastro ambientale meritano scuse e un doveroso mea culpa da parte di chi aveva il dovere di agire tempestivamente e di chi, a livello istituzionale, avrebbe dovuto vigilare anziché restare in colpevole silenzio. Attendiamo il piano di abbattimento da parte di Moligean, prospetto che il Comune dovrà approvare, dopo averne accertato l’adeguatezza in termini di fattibilità e modalità, prima di dare corso alle opere, anche al fine di coordinarle con le attività di bonifica”.

 

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