Discarica Bussi: il Ministero impugna la sentenza davanti al Consiglio di Stato

Bussi sul Tirino. “Il Ministero dovrebbe avere a cuore le esigenze di tutela ambientale invece, nostro malgrado, continua lo scontro in sede giudiziaria  mentre  l’avvio delle attività di bonifica programmate, diventa ormai  improcrastinabile  per il risanamento ambientale del sito di  Bussi, accertata la contaminazione che continua a produrre effetti dannosi per l’ambiente e per la salute dei cittadini”.

Così l’assessore Nicola Campitelli con delega  al Territorio, ha commentato la decisione del ministero dell’Ambiente di impugnare la sentenza del Tar Abruzzo davanti al Consiglio di Stato per la vicenda legata alle discariche di Bussi sul Tirino. . Il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, nonostante la sentenza favorevole del Tar, nei giorni scorsi, aveva scritto al Ministro Sergio Costa chiedendo un confronto urgente poiché ogni decisione di proseguire lo scontro istituzionale in sede giudiziaria, di fatto, avrebbe pregiudicato la condizione ambientale del sito e avrebbe mantenuto i cittadini abruzzesi in una perdurante situazione di rischio sanitario.

“Marsilio – ha aggiunto l’assessore Campitelli –  faceva notare la necessità  di aprire con urgenza un canale di interlocuzione politica, in base ai principi fissati dall’articolo 114 della Costituzione e al principio di leale collaborazione, per un confronto istituzionale e politico, ampio e collaborativo, anziché proseguire lo scontro nelle aule di giustizia. Così non è stato e, dopo la sentenza del Tar di Pescara, ieri è stato notificato il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Ministero. Ogni decisione di proseguire il contrasto tra Stato ed autonomie regionali in sede giurisdizionale non solo si pone in contrasto con l’iter amministrativo sin qui svolto per l’intervento di bonifica ma risulta rischiosa sul piano delle conseguenze dannose che ne potrebbero derivare”.

La sentenza numero 347 del 2020 del Tar Abruzzo, Sezione di Pescara, aveva accolto i ricorsi proposti dall’impresa aggiudicataria, dal Comune di Bussi e dalla Regione contro il decreto del Ministero dell’’Ambiente numero 72 del 17 giugno 2020 recante  l’annullamento d’ufficio, ed in via di autotutela, del provvedimento di aggiudicazione definitiva e degli atti di gara, compreso il bando del 18 dicembre 2015  sulla “Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori per l’intervento di bonifica delle “aree esterne Solvay” di Bussi sul Tirino.

“Purtroppo – ha concluso Campitelli – ritengo che il Ministro Costa abbia perso ancora una volta un’occasione per dare concretamente seguito ai buoni propositi solamente enunciati e mai attuati”.