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Bussi: dossier del Forum H2O contro la revoca della bonifica

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 5 Giugno 2020 @ 15:49

Bussi sul Tirino. Il forum H2O torna ad attaccare il ministero dell’Ambiente con un corposo dossier teso a “smentire” la procedura di revoca dell’appalto per la bonifica della discarica di Bussi sul Tirino.

Augusto De Sanctis invista il ministero a “ripernsarci” e a “procedere con la bonifica perché l’annullamento non ha le gambe per stare in piedi, costituisce slealtà istituzionale ed è illegittimo”, ragion per cui si dice pronto ad “andare in Procura con le carte”.

Carte che compongono un dossier di 20 pagine, depositate con un esposto, contenenti i rilievi della contestazione della validità del progetto di revoca della bonifica dei siti 2A e 2B.

Tre i rilievi tecnici contestati, secondo il Forum H2O:

1)IMPERMEABILIZZAZIONE AREE DI STOCCAGGIO TEMPORANEO DEI RIFIUTI: “Sia nel testo sia nei disegni è dichiarata l’impermeabilizzazione, con una platea di cemento di 15 cm di spessore e un telo in HDPE. Quindi nel progetto le aree sono assolutamente impermeabili”, sostiene De Sanctis.

2)ELENCO DEI SITI DI SMALTIMENTO: “Nel documento progettuale c’è addirittura un intero capitolo, il 7, dedicato ai luoghi in cui possono essere smaltiti i materiali, con tanto di elenco delle discariche esistenti autorizzate per accogliere i diversi materiali provenienti da Bussi”, insiste il referente del Forum H2O.

3)L’ANALISI DI RISCHIO: “Ccome aveva spiegato l’ARTA già nel 2015, non era necessaria perché il Commissario, per fare presto, aveva scelto la procedura semplificata prevista dalla legge, l’art.242bis del Testo Unico dell’Ambiente, che appunto rende possibile saltare quella fase se si rimuove tutto scegliendo obiettivi di bonifica molto stringenti, più di quelli che risulterebbero con un’Analisi di Rischio. La caratterizzazione, con la procedura semplificata, si fa alla fine della rimozione. Cade così un altro rilievo formulato, quello relativo al fatto che i dati usati dal Commissario fossero risalenti nel tempo”, conclude l’ambientalista.

 

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