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Omicidio Jennifer: Davide Troilo è stato condannato a 30 anni

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 26 Gennaio 2018 @ 11:24

Davide Troilo, il 34enne che il 2 dicembre 2016 uccise Jennifer Sterlecchini, la sua ex ragazza di 26 anni con 17 coltellate; è stato condannato a trent’anni di reclusione.

È la sentenza emessa nel pomeriggio, nel tribunale di Pescara, dal gup Nicola Colantonio, che ha accolto la richiesta formulata in mattinata dal pm Anna Rita Mantini, nell’ambito del processo con rito abbreviato, per omicidio volontario, a carico di Troilo. Il giudice ha accolto l’aggravante dei futili motivi, contestata all’imputato dal Pm, mentre ha escluso la premeditazione.

Troilo, inoltre, è stato condannato al pagamento di una provvisionale di 200 mila euro a favore del fratello della vittima, Jonathan Sterlecchini, che si è costituito parte civile. Lo stesso risarcimento sarà dovuto anche in favore delle altre parti civili, ovvero la madre Fabiola Bacci, l’associazione Ananke, la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. Troilo ha assistito impassibile alla lettura della sentenza, mentre la madre di Jennifer si è sciolta in un pianto liberatorio, abbracciando il figlio Jonathan.

“Soddisfatto è un parolone, oggi ha vinto la giustizia, anche se mia sorella non ce la ridà indietro nessuno”. Così Jonathan Sterlecchini, fratello di Jennifer Sterlecchini. “Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stata la condanna all’ergastolo, ma va bene anche così – ha proseguito il fratello della vittima – Noi abbiamo creduto fino all’ultimo nella giustizia e alla fine la giustizia in qualche modo ci ha premiati”.

“Sono molto deluso”, è il commento dell’avvocato Giancarlo De Marco, legale di Davide Troilo, “mi sembra che ci sia stato un trattamento particolarmente severo e spero che la sentenza non sia stata influenzata dal clima che si è creato qui a Pescara, dove addirittura abbiamo avuto la costituzione di parte civile del Comune e della Regione. Mi è sembrata una cosa un pò eccessiva – ha proseguito De Marco – Il delitto c’e’ stato ed è stato terribile, pero’ la legge dovrebbe essere uguale per tutti in tutta Italia. Una condanna a 30 anni – ha rimarcato l’avvocato – è di gran lunga superiore alle condanne che hanno preso persone che hanno commesso reati analoghi, come Parolisi o Stasi, con quest’ultimo che ha preso 16 anni senza neanche il rito abbreviato”.

Il commento del Comune di Pescara, parte civile nel processo. “E’ stata un’emozione forte sentire la notizia della condanna a 30 anni dell’ex compagno per l’omicidio di Jennifer Sterlecchini. Questa storia ci ha coinvolti dal primo momento, perché Jennifer apparteneva alla nostra comunità e perché questa Amministrazione è in prima linea contro la violenza e i femminicidi”, ha detto il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini a nome del Comune. “Per questo abbiamo dato mandato all’Avvocatura comunale affinché il Comune potesse costituirsi parte civile nel processo per la morte di Jennifer, accanto alla famiglia. Non è stato un atto dovuto, ma un atto voluto, perché il fronte della prevenzione ha sempre bisogno di forza e perché l’intervento diventi uno strumento di tutela nei confronti di chi ha il coraggio di denunciare. Alle parti civili è stato riconosciuto un risarcimento che verrà stabilito in sede civile che destineremo a tematiche e progetti mirati“.

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